«L’approdo di Silk Faw a Gavassa può essere una vetrina per la città del Tricolore»
Il sindaco Luca Vecchi vede il bicchiere mezzo pieno dopo l’incontro di lunedì: «Ho preteso garanzie dalla proprietà. I ritardi? Conta il progetto industriale»
Reggio Emilia L’insediamento di Silk Faw può essere «una vetrina internazionale» per la città del Tricolore.
L’auspicio è di Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia. Vecchi ha partecipato lunedì all’incontro a distanza sull’impianto previsto a Gavassa per produrre auto ibride ed elettriche di lusso. Incontro al quale hanno partecipato anche Vincenzo Colla (assessore allo Sviluppo economico dell’Emilia Romagna), lo statunitense Jonathan Krane (presidente di Silk Sports Car Company), la managing director italiana Katia Bassi e i membri del board Nan Li e Da Long Zhang in rappresentanza dell’azienda cinese Faw.
L’incontro ha avuto un impatto sui media internazionali ed è la stessa dimensione che Vecchi auspica possa avere l’impianto, una volta concluso. «Il progetto Silk Faw può avere ricadute su tutto il territorio – incalza il sindaco –. Può diventare una vetrina internazionale per Reggio Emilia».
Il potenziale del progetto a Gavassa non s’è ancora trasformato concretamente in energia cinetica. Negli uffici di via Ramazzini alle ex Officine Reggiane i dipendenti sono al lavoro. Ma mancano ancora i due passaggi burocratici attesi sia dal Comune di Reggio Emilia sia dalla Regione per sbloccare processi e finanziamenti.
Il primo passaggio è la firma del rogito, attesa il 5 agosto. Il secondo è la presentazione del progetto industriale, atteso nella settimana del 5 settembre.
Il sindaco reggiano svela un retroscena in merito. «Ho avuto molti contatti con la proprietà americana – assicura Vecchi – e ho preteso da Krane l’impegno preciso per settembre. Non basta andare a rogito per garantire che si faranno gli investimenti. Occorre infatti comprare il terreno e avere le risorse per sviluppare il progetto. L’incontro rappresenta un’operazione verità sulle intenzioni per il futuro dell’azienda».
Un futuro che non riguarda esclusivamente un’azienda controllata per l’85 per cento dal gruppo americano Silk Ev di Krane e il restante 15 per cento dal gruppo cinese Faw. Vecchi identifica nel progetto una potenziale “calamita” sia per gli investimenti sia per le menti del nostro territorio.
«Per noi è importante che si costruisca un rapporto con l’università – ribadisce Vecchi – e che si garantiscano investimenti sul capitale umano e sulla ricerca, favorendo l’attrattività dei talenti in Emilia Romagna».
Il respiro regionale a livello lavorativo riporta l’attenzione all’incontro con l’assessore regionale di lunedì. La Silk Faw resta in attesa sia della conferenza dei servizi con il Comune sia di quattro milioni e mezzo di euro, congelati dalla Regione in attesa di maggiori garanzie.
I “liquidi” arriveranno non appena la fumata bianca si tradurrà in fatti solidi. E comunque per Vecchi il tradizionale bicchiere è mezzo pieno. «L’incontro è stato positivo – commenta il sindaco – perché ha stabilito tre aspetti fondamentali. Innanzitutto, l’azienda ha comunicato l’intenzione di Silk Faw a mantenere il progetto originario con cui sviluppare hypercar a Gavassa. L’azienda avrebbe potuto dire di avere avuto qualche problema e di essere stata costretta a rivisitare il progetto. C’era già chi scommetteva sul game over. Il posizionamento dell’azienda è certo: si va avanti, come ribadito sia dal lato americano sia da quello cinese. Entrambi erano presenti ed entrambi lo hanno dichiarato pubblicamente».
Tra chi scommetteva sulla fine dei giochi diverse forze di minoranza, critiche a livello comunale e regionale sul progetto. In tal senso, Vecchi risponde puntualmente su vari aspetti, a partire dai ritardi rispetto alla tabella di marcia prevista.
«A me come Comune di Reggio Emilia non interessa la tempistica sull’attuazione del progetto – replica il sindaco –. Se l’azienda dice che sarà tutto pronto entro il 2023 e poi mettono un anno o due in più è un problema loro, non del Comune. In questi anni abbiamo autorizzato ampliamenti produttivi di diverse aziende locali, dando una risposta amministrativa in tempi rapidi, ma trovandoci di fronte alla realizzazione degli ampliamenti stessi a volte dopo due o tre anni».
Le motivazioni addotte sono spesso economiche. «Il discorso vale sia per la pubblica amministrazione sia per le aziende – precisa Vecchi – a causa delle complessità finanziarie ed economiche, soprattutto su scala internazionale. La discriminante non è il tempo, ma la credibilità del progetto industriale. Quando avremo la certezza si farà l’investimento e concluderemo gli atti amministrativi».
Si passa al secondo aspetto fondamentale rimarcato dal sindaco. «L’azienda ha dichiarato l’intenzione di andare a rogito per l’acquisto del terreno – aggiunge Vecchi – e ha preso contatti con il notaio. Seguirò gli sviluppi, ma sembra che stiano facendo sul serio».
Un passaggio basilare rispetto al terzo e ultimo punto indicato da Vecchi: «La disponibilità a venire a settembre a Reggio Emilia per presentare il piano industriale, indicando i tempi e i modi di sviluppo di tutto il progetto».
Il comunicato congiunto di Krane e Bassi indica tale direzione. Vecchi attende i fatti. «La mia valutazione politica è di grande prudenza e cautela – il giudizio in merito del sindaco –. Penso sia il giusto atteggiamento di chi tutela l’interesse pubblico ed esercita un ruolo politico».
Il sindaco non si addentra nel punto sulla mobilità dei lavoratori paventata da Sinistra Italiana. «Non ritengo di avere il dovere di dare giustificazioni sugli avvicendamenti dei manager – risponde Vecchi –. Se va via un manager non si chiede conto al sindaco. È un problema dell’azienda. Il dato di fatto è che l’azienda funziona, si è insediata, ha assunto quasi cento persone e ha iniziato lo sviluppo progettuale. Ci aspettiamo una buona evoluzione del progetto iniziale con una conferma delle migliori intenzioni da un punto di vista occupazionale da parte di Silk Faw. Le risposte le deve garantire l’azienda, innanzitutto al Comune». Il sindaco non si esime dal replicare in merito alla qualità del lavoro in Cina, posto in Consiglio da Coalizione Civica.
«Non siamo disponibili a garantire un investimento straniero che non abbia a cuore la qualità del lavoro – controbatte Vecchi –. Non ti puoi presentare a Reggio Emilia se non hai a cuore il capitale umano».
Il giudizio complessivo resta cauto. «La riunione con le dovute cautele è positiva – conclude il sindaco – perché sancisce una svolta nel progetto dopo mesi di stallo, dovuti a cosa lo diranno loro: le complessità sono come sappiamo rilevanti».
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