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L’Anpi contro Vinci e il suo nuovo comitato: «Il 26 aprile? Dovrebbe studiare la storia»

Roberto Fontanili

	Albertina Soliani, vicepresidente nazionale Anpi
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Albertina Soliani, vicepresidente nazionale Anpi

Albertina Soliani, vicepresidente nazionale: «È cominciata la campagna elettorale»

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Reggio Emilia Per il presidente dell’Istituto Cervi e vicepresidente nazionale Anpi, Albertina Soliani, la nascita ieri a Reggio del “Comitato Triangolo Rosso della Morte” – che si pone l’obiettivo di istituire il 26 aprile di ogni anno la giornata nazionale in ricordo delle vittime dei partigiani e militanti comunisti – è la conferma «che è iniziata la campagna elettorale e che loro sono fascisti. È partita la rincorsa a celebrare la sconfitta storica dell’orrore nazifascista. L’Italia è una repubblica antifascista e così rimarrà».


La presidente dell’Istituto Cervi non è rimasta sorpresa di questa iniziativa perché, aggiunge, «questa sarà una campagna elettorale vera, sulle differenze profonde che ci sono e che cominciano ad essere dichiarate». Il neo comitato è stato costituito ufficialmente ieri mattina nella sede elettorale del deputato di Fratelli di Italia, Gianluca Vinci, con la presenza dei soci fondatori, tutti residenti nella Bassa reggiana e guidati dal presidente Gaetano Scaravelli di Reggiolo, di professione insegnante e storico.

Una qualifica quest’ultima che non ha impressionato Albertina Soliani, che smonta ogni ipotesi che la data del 26 aprile abbia un appiglio sul piano storico. Per la vicepresidente nazionale Anpi «la scelta del 26 aprile non ha alcun fondamento se non quello di essere stata individuata solo perché in netto contrasto con la Festa della Liberazione del 25 aprile. Se si studiasse la storia e si leggessero libri, si saprebbe però anche che questo periodo storico è già stato molto indagato e ci sono state persone che hanno pagato un prezzo altissimo per questo. Penso a Germano Nicolini, il Comandante Diavolo, e a quanto ha fatto per fare emergere la verità. Sappiamo tutto ormai di quegli anni. Il resto è pura propaganda».

Il Comitato nel frattempo va avanti, con il deputato di FdI che, se rieletto, si è impegnato ad appoggiare la proposta di istituire a livello nazionale una giornata nazionale in ricordo delle vittime (4.500 in tutta l’Emilia sostiene il Comitato) e di fare chiarezza storica sugli avvenimenti di quegli anni. E lo fa ricordando che «tutto è nato nel 1991 con il “Chi sa parli” di Otello Montanari. Dopodiché la sinistra nazionale e quella reggiana hanno sempre cercato di dimenticare e di far passare quelle vicende in secondo piano».

Un concetto ribadito anche ieri da Gianluca Vinci, che a margine della costituzione del Comitato, ha voluto replicare alle brevi dichiarazioni del presidente di Istoreco Arturo Bertoldi, che aveva definito l’iniziativa «solo una provocazione elettorale». Tanto è bastato perché Vinci partisse all’attacco e ne chiedesse le dimissioni da presidente di Istoreco.

«Tutto mi sarei aspettato – spiega il deputato del partito di Giorgia Meloni – tranne l’intervento del presidente di Istoreco, che è un istituto a carattere storico e culturale. Sinceramente mi aspettavo un attacco dell’Anpi, che essendo il soggetto più interessato a difendere a 360 gradi i partigiani è perciò di parte. Istoreco invece nel 2021 ha ricevuto 137mila euro di donazioni da enti pubblici e altri 80mila da contratti sempre da enti pubblici. Magari Arturo Bertoldi non va bene per quel ruolo. Chi riceve denaro pubblico e non solo dal Pd per ricordare la storia deve ricordarla tutta ed essere imparziale». Secondo Vinci, «il fatto che il denaro arrivi da amministrazioni del Pd può averlo confuso. Il fatto di essere figlio di un partigiano dovrebbe sventolarlo nelle riunioni della sinistra ma non come presidente di un istituto culturale. I soldi per svolgere l’attività di Istoreco sono di tutti i cittadini. Se la pensa diversamente dovrebbe dimettersi». E siamo solo all’inizio di una campagna elettorale in cui i temi del Ventennio, la nostalgia di alcuni esponenti politici per quegli anni bui e la sua eredità, saranno come non mai centrali. Vinci, che dopo essere stato eletto nelle liste della Lega è passato a Fratelli d’Italia e alla ricerca di una ricandidatura in Parlamento, ha iniziato da Reggio la sua personale marcia su Roma. 

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