La colonnina automatica del distributore parla in dialetto reggiano
Sant’Ilario, Piace la novità alla stazione di servizio
Sant’Ilario Si sa che i dialetti sono risorse importanti, pezzi di memoria che custodiscono l’identità di una comunità grazie alle parole e alle frasi tipiche sopravvissute nel corso dei decenni. A Sant’Ilario d’Enza (anticamente chiamata Sant’Eulalia, che è il titolo della chiesa parrocchiale; il nome poi cambiò probabilmente per la presenza dell’Hospitale S.Hilarii, luogo di riposo e ristoro per i pellegrini che percorrevano l’antica via Emilia) il dialetto fa parte delle piccole cose quotidiane, come andare a fare benzina al distributore dei fratelli Calestani, dove la colonnina automatica manda messaggi in dialetto reggiano.
Il distributore è in via I Maggio, all’ingresso del paese. I fratelli Daniele e Marco Calestani, santilariesi doc, lo gestiscono dal gennaio 2002. Incuriositi dalla novità, abbiamo chiesto a Marco come è nata l’idea della colonnina self service che risponde in dialetto reggiano.
«La voce che risponde in automatico in dialetto – spiega Marco Calestani – è attiva da una settimana. È stata una sorpresa anche per noi, perché la voce è stata predisposta dalla società che gestisce direttamente i distributori automatici. Io e il mio fratello Daniele l’abbiamo subito trovata una cosa carina, così come i nostri clienti, che hanno apprezzato la novità; qualcuno addirittura risponde in dialetto al messaggio automatico».
La frase che scatta subito dopo aver fatto rifornimento alla colonnina automatica è: «Fèr riforniment e andèr a paghèr a la câsa».
Le indicazioni in dialetto hanno fatto partire una sorta di gara tra i clienti, che hanno apprezzato la novità. Tanto che è stata pubblicizzata anche su “Sei di Sant’Ilario se”, pagina Facebook locale: «Dal benzinaio Calestani arrivi a fare benzina e l’assistente vocale ti parla in dialetto reggiano. Viva il made in Italy by Santilio».
I dialetti hanno tutti una loro identità che bisogna mantenere viva, e a Sant’Ilario questo avviene anche quando si va a fare rifornimento di carburante. I fratelli Calestani apprezzano la novità: «È una cosa bella e carina. Il dialetto è una lingua che bisogna mantenere viva il più possibile».
Alcuni commenti dei loro clienti: «L’altra mattina ho riso da sola mezz’ora, non me l’aspettavo. Troppo forte». «Me la ridevo come una matta, simpatico». «Tu incassi e quando uno ha la grana si dice: at g’he un portafoi da bensinèr».
Insomma, la voce automatica in dialetto reggiano sta spopolando, al punto che la società che gestisce le colonnine automatiche sta pensando di introdurre anche altrove la voce in dialetto reggiano: presto anche gli altri punti di rifornimento della zona parleranno reggiano.l
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