I centauri manifestano per l’installazione dei “salva-motociclisti”
A Busana domani sulla 63 il ricordo di Faggiani
Ventasso Una mattinata fra ricordo e speranze per la sicurezza futura. Domani, lungo il tratto di statale 63 fra Cervarezza e Busana, è in programma un nuovo momento dedicato alla memoria di Massimo Faggiani, motociclista morto il 26 luglio 2020 in un incidente accaduto in una stretta curva della statale, a poca distanza dallo svincolo che, per chi risale da Cervarezza, conduce sino all’abitato di Busana.
Un’occasione per ricordare un amico, appassionatissimo di due ruote e di Appennino, ma pure per chiedere interventi sulla strada e soprattutto l’istallazione delle protezioni acquistate negli scorsi anni in nome di Massimo da un gruppo di motociclisti bolognesi e non solo.
La questione è piuttosto complessa, e nel tempo ha generato parecchie polemiche. Dal 2020 a oggi, il gruppo motociclistico “Kawalieri di Akashi” e l’associazione Motorlab, assieme ai parenti di Faggiani, hanno organizzato delle attività di raccolta fondi con cui hanno acquistato sessanta metri lineari di protezioni plastiche “salva-motociclisti”.
Si tratta di impianti appositi, pensati per ridurre il più possibile le conseguenze di cadute e di scivolate come quelle che sono costate la vita a Faggiani in una zona di statale 63 tanto affascinante quanto tortuosa.
Questi strumenti salvavita sono stati comprati nell’autunno 2020 e da allora non sono stati utilizzati, a causa di una sorta di contenzioso fra i promotori dell’iniziativa, Anas e gli enti locali reggiani, in primis l’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano e il Comune di Ventasso.
Per questioni legate alle autorizzazioni, e al necessario via libera di Anas (subordinato a propria volta ad altri via libera burocratici), le coperture per i guard-rail metallici sono ancora sistemate in uno spiazzo, con la crescita dell’erba a ricordare come l’attesa sia ormai lunga.
Domenica il gruppo motociclistico e l’associazione tornano a Busana per ribadire il loro punto di vista e domandare una volta per tutte la sistemazione dei sessanta metri di protezione. Lo fanno citando vicende similari, in provincia di Bologna, in cui il materiale donato è stato accettato e istallato in tempi più rapidi. Il programma della mattinata prevede un simbolico ritrovo di tutti i motociclisti presenti nel punto esatto in cui si è verificato l’incidente mortale. A seguire, la carovana proseguirà sino a Cerreto Laghi, per il pranzo in compagnia in uno dei ristoranti del complesso turistico. l
Adr.Ar.
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