Violenza sessuale, gli ex allievi: «Ora non farà più male a nessuno»
Tra i dieci che hanno sporto denuncia, sei sono assistiti dalla legale La Francesca: «I ragazzi sono distrutti ma anche sollevati dopo l’arresto di Daniele Franci»
Reggio Emilia «Ma quand’è che lo porteranno via... fino a quando potrà continuare a fare l’insegnante?». Da questo, anche da questo erano terrorizzate dopo avere sporto denuncia le presunte vittime di Daniele Franci, il direttore artistico dell’associazione culturale Etoile-Centro Teatrale Europeo arrestato giovedì all’alba per violenza sessuale continuata e pluriaggravata. A denunciarlo dieci suoi ex allievi di cui quattro minorenni all’epoca dei fatti.
Sei di loro, residenti in diverse zone d’Italia, sono assistiti dall’avvocato Margherita La Francesca e proprio a lei, in questi mesi, ripetevano continuamente la stessa domanda: «Ma per quanto tempo potrà ancora avere contatti con gli allievi?». «Ora quei ragazzi – spiega il legale – sono distrutti ma anche sollevati dal fatto che il loro ex insegnante non sia più là, al centro teatrale, perché la loro paura era che altri ragazzi potessero subire quello che hanno subito loro. Avrebbero voluto proteggerli».
Nel suo studio, l’avvocato La Francesca, ha sentito racconti terribili. Ha visto negli occhi di quei ragazzi la paura, la vergogna, l’imbarazzo, la sconfitta ma anche la forza di parlare. Ragazzi che si sono portati dentro, alcuni per mesi altri per anni, un segreto inconfessabile. Spesso anche a se stessi. «Sono ragazzi provatissimi – spiega l’avvocato – arrivano da un percorso lungo e travagliato vissuto dentro di sè in una fase della vita già complicata per il confronto con gli altri e per il riconoscimento della propria sessualità. Due di loro, all’epoca, erano addirittura minorenni. Solo quando il primo dei ragazzi ha sporto denuncia, hanno iniziato a raccontarsi e a capire. Capire, ognuno di loro, di non essere stato l’unico a subire quelle violenze. E a riconoscerle tali».
Ma anche se a fatica si può trovare la faccia positiva della medaglia. «Riprendendo i contatti fra di loro, iniziando a confidarsi, a parlare uno con l’altro di quello che si erano tenuti dentro per tanto tempo, questi ragazzi hanno finito per non sentirsi più soli. Hanno preso consapevolezza di poter contare su amici veri e su legami forti. Da qui il coraggio di tirare fuori quello che avevano nascosto sotto il tappeto. Un vissuto troppo difficile da affrontare prima ancora che superare. Molti di loro non avevano neppure accennato ai genitori quel peso che li stava schiacciando».
Parlando con questi ragazzi, «tutti di una intelligenza e sensibilità incredibili», a colpire l’avvocato è stato anche l’affetto che li lega ancora oggi al Centro teatrale Etoile. «Tutti – conferma il legale – riferiscono di un grandissimo amore per quel posto. E proprio per questo risulta a loro difficile riconoscere le zone d’ombra legate a quello stesso posto. Si sentono profondamente feriti per la loro sorte e nello stesso tempo riconoscono che da quel posto si sono portati dietro del bello a partire dalle amicizie».
E del loro ex insegnante, di Daniele Franci, cosa dicono? «Riconoscono che a livello professionale era eccezionale. Tutti dicono che era capace di creare un clima bellissimo e che li aiutava quotidianamente a superare le loro difficoltà. Ma ancora una volta è difficile per loro distinguere le due facce: la bellezza e la zona d’ombra. Quell’insegnante per loro era una guida, e ora si sentono traditi. Il fatto è che il castello è crollato davvero per tutti. Quel posto era la loro isola felice. Anche per questo stanno tanto male».
Le violenze sessuali di cui sarebbero stati vittime almeno dieci allievi di Daniele Franci, secondo la ricostruzione della Procura che ha coordinato le indagini dei carabinieri, vanno dai baci e palpeggiamenti fino a pratiche sessuali estreme. A questo proposito l’avvocato Margherita La Francesca pone un ulteriore problema nell’affrontare il tema con i ragazzi.
«Molto dipende dal grado di sensibilità dei ragazzi. C’è il timido e lo spavaldo. C’è chi è molto sensibile e immediatamente ha percepito l’invasione. E chi invece riferisce che “è stata solo una roba così”. Io, nel mio ruolo, devo fare capire a questi ultimi che “non è stata solo una roba così”, è stata una violenza sessuale. La cui gravità, dal punto di vista della legge, fortunatamente non dipende dalla sensibilità individuale».
E c’è anche chi vorrebbe metterci una pietra sopra: «C’è anche chi mi dice “io non ce la faccio più” rendendosi conto che non è finita qui, è solo cominciata. Ed è difficile. Sono stati tanto male, sono ancora sconvolti, e ogni volta che raccontano la ferita si riapre. Ma questi ragazzi dovranno avere molto coraggio perché sarà un percorso lungo e, se sarà scelto il rito ordinario, saranno sentiti e dovranno di nuovo fare i conti con il loro vissuto».
L’avvocato Margherita La Francesca non dimentica la posizione dell’indagato: «Al momento ha tutto il diritto di essere trattato come una persona che non ha commesso reati».
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