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È morto don Erio Cilloni per 61 anni parroco di Bibbiano

Daniela Aliu
È morto don Erio Cilloni per 61 anni parroco di Bibbiano

Aveva 98 anni, un mese fa aveva festeggiato i 75 anni di sacerdozio. Questa sera il Rosario in chiesa, domattina il funerale presieduto dal vescovo

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Bibbiano Il paese piange don Erio Cilloni, morto ieri alle 11.15, a 98 anni. Era il prete di tutti, anche della cantante Iva Zanicchi. La salma è esposta alla Casa del Clero “San Giuseppe” a Montecchio; stamattina verrà trasferita nella chiesa di Bibbiano, dove alle 20.30 sarà recitato il Rosario. Domani alle 9 il vescovo Giacomo Morandi presiederà il rito funebre. La sepoltura avverrà al cimitero di San Prospero di Correggio.

La sua vita

Don Cilloni era nato a San Polo il 30 giugno 1924. Fu ordinato presbitero dal vescovo Beniamino Socche il 29 giugno 1947, il giorno prima del 23° compleanno. Un mese fa ha festeggiato i 75 anni di Messa. Il suo ministero è strettamente legato a Bibbiano, comunità che ha servito per 61 anni. A Bibbiano ha dedicato le prime energie da sacerdote novello nel 1947 come vicario parrocchiale e le ultime forze, confessando fino al giorno prima di essere ricoverato in ospedale, 15 giorni fa. Don Erio ha servito anche le comunità di San Faustino (dal 1948 al 1952 come vicario parrocchiale) e Ligonchio (dal 1952 al 1962 come parroco). Nel 1962 è stato nominato parroco di Bibbiano e per 50 anni è stato il propulsore della comunità della Val d’Enza. Nel suo ministero ha seguito due direttrici: i giovani e gli ammalati, accompagnando la crescita spirituale di tanti fedeli. Ha promosso la costruzione del campo sportivo parrocchiale e, 25 anni fa, della casa di riposo “Don Pasquino Borghi”. È stato infaticabile nella formazione dei catechisti e nelle visite ad anziani e ammalati. Don Erio era stimato e amato da tutti e amava festeggiare il 90° compleanno dei parrocchiani presentandosi a casa dei festeggiati con una torta.

Tanti giovani laureti di Bibbiano riconoscono il suo aiuto in matematica. Fino a 90 anni ha impartito gratis lezioni di matematica ai giovani del paese. A Bibbiano è ricordato anche come insegnante di religione alle medie. Amava stare in compagnia, era un uomo attento agli altri e generoso, ma determinato quando si trattava di realizzare progetti importanti, come il restauro pittorico interno e il consolidamento del tetto della chiesa e la ristrutturazione di canonica e oratorio. Nel 2012 è rimasto a Bibbiano come parroco emerito, collaborando prima con don Romano Vescovi e poi con l’attuale parroco, don Wojciech Darmetko. Ogni mese portava l’Eucarestia a circa 50 anziani e ammalati del paese e dedicava molto tempo alle confessioni. Per celebrare con lui il sacramento della Riconciliazione, arrivavano a Bibbiano fedeli dai Comuni limitrofi e anche dall’Appennino.

Don Erio lascia la sorella Rosa, i fratelli Mario e Giulio e la cognata Silvana, assieme all’instancabile collaboratore familiare Reji, che lo ha aiutato negli ultimi 10 anni di vita.

In tantissimi ricordano le sue omelie, durante le quali invitava i fedeli ad essere più ottimisti: «Il mondo – diceva don Erio – va verso il meglio non verso il peggio. Abbiamo lo Spirito Santo che da oltre 2000 anni lavora per il bene della Chiesa. Anche noi siamo come Gesù che vive, soffre e muore. La Croce di Gesù è pesante. Anche noi abbiamo le nostre Croci ma dopo la Croce ci sarà la felicità eterna. Ci sarà la morte, ma anche la resurrezione».

La messa dell’arcivescovo Morandi

Lo scorso 14 aprile, durante il Giovedì Santo, l’arcivescovo Giacomo Morandi aveva presieduto in cattedrale la messa alla presenza di tutti i presbiteri della diocesi. C’era anche don Erio, decano del presbiterio della diocesi reggiana, visti i suoi 75 anni di sacerdozio, raggiunti proprio quest’anno. In età avanzata il sacerdote è stato ospite della casa di accoglienza “Don Pasquino Borghi” della parrocchia di Santa Maria Assunta di Bibbiano.

Il cordoglio di don Wojciech

Don Wojciech Darmetko , parroco di Bibbiano, dal suo paese natale in Polonia, dove si trova in questi giorni, afferma: «La notizia della dipartita di Erio, anche se attesa, mi giunge in Polonia e mi rattrista. Due settimane fa ci siamo parlati e programmati per il weekend dei servizi pastorali. Alla sera l’inaspettato ricovero all’ospedale di Reggio, poi un susseguirsi di notizie, come una cascata: le sue condizioni di salute si sono aggravate di giorno in giorno. Ci siamo visti ancora la settimana scorsa all’ospedale di Montecchio, e lui mi raccontava le vicende del passato. La Provvidenza ha messo al mio fianco per 5 anni don Erio come parroco emerito e mi ha permesso di scoprire chi era lui per i bibbianesi e quanto ha fatto per questa comunità. Quest’anno abbiamo potuto celebrare con gioia i suoi 75 anni di sacerdozio, circondato dalla sua gente che lo amava e stimava in un momento di agape fraterna all’oratorio; era riuscito anche a festeggiare coi suoi parenti e amici i 98 anni. Ora va per il premio che il Signore ha preparato per i suoi servi fedeli. Ringrazio tutti coloro che lo accompagneranno in questo ultimo passaggio con la preghiera».

Il ricordo dei parrocchiani

«Abbiamo da poco festeggiato il 75° anniversario del tuo sacerdozio e il tuo 98° compleanno e mai avremmo pensato, dopo solo qualche settimana, di non averti più tra noi – scrive in una nota la parrocchia –. Ci lasci oggi dopo una vita intera dedicata alla nostra parrocchia e alla comunità intera. Hai svolto il tuo lavoro con le tue virtù più distintive, dedizione, generosità e determinazione rafforzate dalla tua inesauribile fede. Sarebbero tanti i ricordi, dai campeggi in montagna ai ritiri spirituali nelle varie località, alle benedizioni pasquali casa per casa, al doposcuola gratuito per tutti i ragazzi, all’accoglienza della prima comunità albanese, alla comunione agli ammalati tutti i primi venerdì di ogni mese, fino alle opere di cui ancora oggi tutta la nostra comunità può beneficiare: dal restauro della nostra chiesa con il tuo amato organo alla ristrutturazione dell’oratorio e delle aule di catechismo, alla realizzazione del centro sportivo e della casa di carità. Non sono mancate in tanti anni anche le discussioni: avevi un carattere forte, a tratti duro, ma nella testimonianza di una vita sobria, povera, non hai mai mancato di vivere l’attenzione agli ultimi, mettendoli al centro della tua pastorale. Hai fatto tanto per tutti noi e purtroppo, come spesso accade, forse ce ne rendiamo pienamente conto solo adesso che ci lasci. Siamo certi che il Paradiso ti abbia già accolto. Continua a pregare e a vegliare su di noi, caro Don. Grazie infinite per essere stato in tutti questi decenni un saldo riferimento per tutta la nostra comunità. Riposa in pace». l

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