Stefano Capi muore a 62 anni a un mese dalla caduta in casa
Colpito da una crisi cardiorespiratoria durante la convalescenza
Novellara Non ce l’ha fatta Stefano Capi, dipendente comunale di 62 anni: sabato è stato sopraffatto dalle complicanze sopraggiunte a seguito di una caduta domestica avvenuta il 23 giugno scorso. L’uomo, che viveva da solo, era stato trovato riverso a terra, qualche ora dopo la caduta, dalla cugina Maurizia Gazzini, accorsa assieme al marito Luigi Camellini nell’abitazione del 62enne, allarmati dal fatto che l’uomo non rispondesse al telefono.
Sul posto, allertate dai parenti, quel giorno erano intervenute l’ambulanza e l’automedica. Il personale sanitario, dopo avere stabilizzato Stefano Capi, lo aveva portato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove era stato ricoverato.
«Aveva ripreso conoscenza e stava dando segni di ripresa, fino a quando, ieri, è stato sopraffatto da una crisi cardio-circolatoria che gli ha tolto la vita» ha detto il parente Luigi Camellini.
La salma di Stefano Capi è stata composta nelle camere ardenti dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove oggi sarà visitabile.
I funerali del dipendente comunale si svolgeranno domani, con il rito funebre che verrà officiato alle 10 nella Collegiata Santo Stefano, in piazza Unità d’Italia a Novellara. Il corteo funebre proseguirà poi per il cimitero locale, dove avverrà la tumulazione.
«Stefano ha lavorato 25 anni al Comune di Novellara, all’ufficio ambiente – ricorda Camellini –. Si era diplomato brillantemente al liceo scientifico e poi si era iscritto all’università, alla facoltà di Ingegneria elettronica, che ha dovuto interrompere quando è stato colpito, a 20 anni, da una malattia invalidante. Nonostante le difficoltà cognitive e relazionali arrecategli dalla malattia, Stefano è sempre stata una persona molto intelligente e dal carattere tosto. Era figlio unico. Aveva perso il padre nel 2011 e la madre nel 2012, e da allora viveva da solo. Con me e mia moglie Maurizia, che era sua cugina, aveva un rapporto speciale. Gli volevamo bene e lui ne voleva a noi». La notizia della sua scomparsa si è diffusa subito in paese, anche tra i dipendenti comunali e gli amministratori locali, che hanno voluto esprimere il loro cordoglio con post pubblicati su Facebook.
«Ci mancheranno le tue telefonate e le tue mail – ha scritto la collega Agnese Piacentini –. Ci costringevano ad essere più chiari e pazienti, perché tu, finché non avevi tutto chiaro, non demordevi. Con grande umiltà, costanza e dedizione verso il tuo lavoro, grande attenzione alle scadenze e agli impegni, sempre nella piena consapevolezza delle tue fragilità, delle quali persino ti scusavi».l
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