Daniele Franci sapeva di essere indagato
Il direttore teatrale, accusato da dieci ragazzi, un mese fa oggetto di due perquisizioni. Durante le indagini sono stati sequestrati computer, telefono e tablet
Reggio Emilia Sapeva di essere indagato, Daniele Franci, al corrente di un’unica denuncia. Sapeva che il cerchio si stava stringendo intorno a lui, ma ha continuato a lavorare insieme ai ragazzi fino al 24 luglio scorso. Era consapevole di essere finito nel mirino degli inquirenti perché nel giugno scorso, con il mandato della Procura in mano, i carabinieri del Comando provinciale si sono presentati per una doppia perquisizione: nell’abitazione di Reggio, dove il 44enne vive insieme al compagno al quale è unito civilmente, e nella sede di Etoile, in via Frateli Cervi 103, luogo in cui si sarebbero consumati gli abusi. È in quell’occasione che è scattato il sequestro di cellulari, tablet e computer: tutti i dispositivi informatici in possesso di Franci, che sono stati analizzati in cerca di riscontri, soprattutto per quanto riguarda le chat e i messaggini che scambiava con le presunte vittime.
La vicenda è quella che sta scuotendo le coscienze e dividendo la città in innocentisti e colpevolisti da giovedì scorso, quando il direttore artistico, regista, fotografo di scena, esperto di didattica teatrale e pilastro dell’Etoile-Centro Teatrale Europeo di Pieve, Daniele Franci, è stato ammanettato e scortato nel carcere di Modena, nella sezione dedicata ai detenuti per reati sessuali. Il reato contestato, secondo l’ordinanza di custodia cautelare ottenuta dal pm Valentina Salvi ed emessa dal gip Dario De Luca, è pesantissimo: violenza sessuale pluriaggravata, dove le aggravanti variano dalla minore età delle vittime all’aver approfittato delle condizioni di inferiorità psichica dei ragazzini, fino all’abuso di autorità o relazione di servizio (il suo ruolo di docente).
L’indagine, durata mesi, è partita in aprile dalla prima denuncia di un reggiano che ora ha 22 anni e che per un anno ha alloggiato in Etoile. Una denuncia ritenuta circostanziata e che riferiva di inviti nello studio o nella camera da letto (usata come foresteria) del casolare da parte di Franci, che in un episodio si sarebbe spinto con il 22enne fino a giochi erotici estremi come la simulazione di uno strangolamento. La denuncia ha dato il via agli approfondimenti da parte dell’Arma, che è partita da quei ragazzi con i quali il 22enne si era confrontato prima di decidere di farsi avanti, arrivando alla conclusione che quelle attenzioni morbose non erano un unicum. Man mano che gli ex allievi sono stati convocati dagli inquirenti il cerchio si è allargato sempre di più: e alcuni dei giovani, che inizialmente sono stati interpellati come persone informate dei fatti (cioè semplici testimoni), si sono rivelati a loro volta vittime. Alla fine – l’indagine si è interrotta prima dell’estate 2021, quando la prima vittima ha lasciato Etoile – il quadro accusatorio che è emerso riguarda un arco temporale di cinque anni, dal 2016 al 2021: una decina le vittime, all’epoca quattro i minorenni, mentre oggi gli abusati hanno tutti un’età compresa tra i 17 e i 22 anni. I racconti raccolti dagli inquirenti sono molto simili anche perciò vengono ritenuti credibili: si tratta di ragazzi scelti per il forte ascendente che aveva su di loro Franci, visto come una figura carismatica che li faceva sentire importanti e ascoltati, e per il loro essere digiuni di esperienze e dubbiosi sull’orientamento sessuale, com’è normale a quell’età. Franci non avrebbe usato nessuna violenza, sebbene nel caso dei minori questo è un particolare ininfluente; piuttosto, secondo, l’accusa il 44enne avrebbe approfittato dell’ascendente sui giovanissimi e avrebbe fatto leva su un presunto rapporto preferenziale, condito da lusinghe sul loro talento teatrale, per irretirli. Una “tattica” graduale e seduttiva, che a volte consisteva in semplici baci e palpeggiamenti, altre volte arrivava a pratiche sessuali estreme.
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