«Concludiamo il viaggio spezzato di Eleonora e Onofrio per la verità»
La reggiana Giulia Frattini e Chiara Parisio finiranno il tragitto delle vittime
Reggio Emilia «Io sono nata nel novembre del 1980, lo stesso anno della strage: portando a termine il viaggio spezzato di Onofrio Zappalà, vogliamo ricordare chi non c’è più ed evidenziare, al tempo stesso, che c’è volontà di giustizia e di conoscere la verità».
Giulia Frattini è di Gattatico, vive a Parma e lavora nell’ambito della cooperazione. Giulia porterà a compimento il viaggio che, a causa di una delle pagine più buie della storia d’Italia, Onofrio Zappalà non è riuscito a finire. Zappalà era siciliano e viveva a Bologna, faceva il guardiano alla stazione di Porretta.
«Ho scelto Onofrio perché, nel laboratorio teatrale durato circa un mese, con la frequenza di una volta alla settimana a Bologna, il regista ci ha chiesto di trovare un punto di contatto con la vittima di cui avremmo proseguito il viaggio – ricorda Giulia –. Ho scelto lui perché avrebbe dovuto andare a vivere in Danimarca dalla fidanzata: io ho vissuto in quel Paese per quattro anni. In preparazione, siamo stati forniti delle biografie delle vittime, poi abbiamo incontrato la dottoressa Cinzia Venturoli, storica , che ci ha spiegato la storia del processo e gli aneddoti per ricostruire ogni contributo.
Il fine non è la celebrazione della vittima, bensì riportare ai giorni nostri quella storia. Ognuno di noi ha composto un audio dove si mette in combinazione la nostra storia con la loro. Si tratta di un progetto di cittadinanza attiva formidabile, un modo concreto di testimoniare che ci si batte per la verità», conclude Giulia.
A interpretare Eleonora Geraci, vittima con il figlio Vittorio Vaccaro, sarà invece Chiara Parisio.
Bolognese, 48 anni, Chiara è stata profondamente colpita dalla storia di Eleonora: «Lei aveva 46 anni, io ne ho 48: se penso alla sua storia e la sovrappongono alla mia, è come, in un certo senso, se la mia vita fosse già finita, perché ho già superato la sua età. Mi ha fatto riflette anche che lei avesse già un figlio grande, di 24 anni e una nipote di 4. Due vite parallele, la mia e la sua, così simili per età, ma così diverse. Quest’anno, per me, sarà la prima volta che parteciperò alla commemorazione della strage e ci vado con questa grande responsabilità. Si partirà al mattino con la commemorazione, poi saremo tutti sotto il palco e avremo valigia e zaino. Io prenderò il treno e andrò a Reggio: successivamente, un pullman mi porterà a Casalgrande dove arriverà con la valigia contenente la biografia della vittima, il monologo scritto e registrato che sarà messo on line su un sito in costruzione. Scatterò una foto del luogo dove arriverò – conclude Chiara –. Ognuno di noi ha scelto oggetti diversi da portare con sè: io ho optato per un libro di Rodari. Lo consegnerò a qualcuno spiegandogli perché sarò lì. In questo modo onoreremo la memoria delle vittime, la richiesta di giustizia e la volontà di non dimenticare. Mai».
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