Reggio Emilia si rimette in gioco. La sfida? Essere ancor più “rosa”
A settembre tornano gli eventi dell’associazione Ludicars: sale la quota femminile: «Si sono avvicinate dopo la pandemia per noia, interesse e curiosità: è un’evasione»
Reggio Emilia «Il mondo è cambiato. Lo sento nell’acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell'aria».
Gli appassionati di Tolkien avranno identificato la citazione da “Il Signore degli Anelli”, romanzo che ispira generazioni diverse in un immaginario sospeso tra libri, film e giochi.
Parlando di giochi, la pandemia ha rivoluzionato il modo con cui si divertono i reggiani e sempre di più le reggiane. La fotografia è scattata da Francesco Bedogni e Andrea Guidetti, rispettivamente presidente e vicepresidente di Ludicars.
L’associazione di via Brigata Reggio 29 può contare su un centinaio di iscritti con una percentuale più ampia di socie. «La parte femminile diventa ogni anno più significativa», esordisce Bedogni.
Il vice amplia subito dopo il concetto. «Dopo la pandemia tante ragazze si sono avvicinate al gioco per noia, interesse e curiosità – spiega Guidetti – e hanno iniziato a giocare a casa».
Gli eventi in presenza torneranno da settembre nelle serate ludiche dalle 21 alle 24 al martedì e al giovedì. La ricetta è collaudata: il primo incontro è gratuito e permette alle “nuove leve” di comprendere i meccanismi dell’associazione. Una successiva visita fa scattare la richiesta d’iscrizione all’associazione (15 euro all’anno). A gennaio 2023 tornerà il WinterCon, la convention invernale dell’associazione il cui motto (“Winter is coning”) riecheggia la celebre frase della serie Il Trono di spade.
Competizione e divertimento torneranno in questo modo a mescolarsi in appuntamenti basati sul divertimento che rappresentano occasioni di crescita a livello sia individuale sia collettivo.
«Le persone con il gioco danno di più – ribadisce il presidente –. Giocare può essere un modo per evadere dall’ambiente in cui una persona si trova male e allo stesso modo un passatempo per stare con le persone con cui un’altra persona si trova bene. Il gioco è di tutti e per tutti».
Guidetti identifica un ulteriore elemento. «Giocare è un modo per condividere passioni e interessi con altre persone – assicura il vicepresidente –, affrontando i problemi in modo divertente, imparando a mettersi nei panni degli altri e conoscendo altre persone».
La conoscenza delle persone passa anche attraverso personaggi di fantasia che popolano alcuni tipi di gioco. «Nei giochi di ruolo interpreti personaggi particolari – sottolinea Guidetti – e ti metti tu stesso in gioco».
Mettersi in gioco dal vivo con gli altri è una riscoperta dopo aver giocato a lungo in rete o “offline” senza confronto con altre persone. «C’è molta voglia di riprendere a giocare dal vivo – avverte Bedogni –, di creare eventi e di vedersi fisicamente».
Un ritorno alle origini, come osservato dal vicepresidente. «Noi abbiamo sempre avuto la voglia di vederci e di uscire di casa – fa eco Guidetti – senza stare davanti ai videogiochi, ma aggregandoci in presenza. Il Covid ha cambiato un po’ la percezione perché ci siamo ritrovati in un contesto diverso».
Un contesto in cui l’associazione di promozione sociale reggiana continua a proporre il buon gioco come crescita anche al di fuori dei momenti di svago. «Giocare è da sempre una parte essenziale della mia vita – rivela Guidetti –. Mi definisce e mi aiuta a stare con gli altri, insegnandomi un modo per rompere il ghiaccio. Giocare di strategia permette di avere una visione critica, di provare a “leggere” gli altri e a porsi nei loro panni. Giocare non è soltanto una roba da bambini».
Bedogni concorda sul punto e rilancia. «Giocare rende tutto interessante», conclude il presidente.
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