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Strage di Bologna

Il ministro Bianchi: «Risarcimenti alle vittime, la legge vada fino in fondo»

Serena Arbizzi

	Un momento del corteo a Bologna
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Un momento del corteo a Bologna

Netta presa di posizione: «La norma è la fine di un calvario»

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Bologna Il governo e il parlamento che saranno in carica dopo il voto del 25 settembre dovranno «portare fino in fondo» la legge per i risarcimenti alle vittime del terrorismo. «E sono sicuro che sarà così». Parola del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto nelle prime ore di ieri al Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio, sede del Comune di Bologna, prima del corteo che ha portato alla stazione per ricordare le vittime della strage del 2 agosto.


«Deve essere così – insiste Bianchi – la legge De Maria pone fine a un calvario durato 18 anni, è stata sostenuta a spada tratta dal nostro governo e da tutte le forze politiche. Credo che sia un dovere del parlamento portarla in fondo». Come governo Draghi, inoltre, «abbiamo aperto anche tutti i nostri archivi, in modo che se c’è ancora qualcosa da trovare, lì c’è. La digitalizzazione è fondamentale». In questi anni, rivendica inoltre il ministro, «abbiamo avviato tantissime iniziative nelle scuole sulla legalità in tutto il Paese, e non solo su questa vicenda tragica, diretta a colpire la Bologna antifascista e democratica, che una troppo lunga scia di sangue ha lasciato, insieme a tante piaghe nel nostro cuore. Un tentativo di mettere in discussione la Costituzione come Ustica, la “Uno bianca” e l’assassinio di Biagi».


Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha annunciato ufficialmente che «da settembre Palazzo d’Accursio ospiterà la sede dell’associazione, il suo prezioso archivio con le carte e la documentazione raccolta negli anni, così come le attività didattiche così preziose per tutti noi. Saranno nella casa di tutti i bolognesi, laddove vogliamo custodire e proteggere le cose più care, tenendole vicine al cuore. Questa scelta farà parte di un progetto più ampio sulla Memoria del quale parlerò, ma è allo stesso tempo una scelta politica, una scelta di campo. Quarantadue anni dopo rimane molto attuale l’esigenza di proteggere chi si è battuto per la verità e la giustizia. Sono troppo recenti, infatti, i tentativi di depistaggio... Risalgono al 2019, poco prima che il Paese cadesse nella pandemia».
«Continueremo a batterci – rimarca il sindaco Lepore – per proteggere chi in questi 42 anni si è speso senza sosta per la verità e la giustizia. È nostra intenzione proteggere chi in questi 42 anni non ha mai smesso di chiedere fosse fatta luce su una strage terribile, che oggi grazie, a una sentenza di un Tribunale della Repubblica, sappiamo essere stata progettata e finanziata dai vertici della loggia massonica P2, coperta consapevolmente dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti. Tutte le sigle dell’estremismo neofascista erano presenti quel giorno a Bologna. Quelle sigle, che purtroppo ritroviamo seguendo un filo nero, il filo che ha accompagnato la lunga e complessa vicenda democratica del nostro paese, sono presenti ancora ai giorni nostri».


Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenuto insieme alla vicepresidente Elly Schlein e agli assessori Alessio Mammi ed Emma Petitti, aggiunge: «La presenza della Regione qui vuole significare l’abbraccio ai familiari delle vittime per avere piena verità e giustizia. Siamo parte civile nel processo e ad aprile abbiamo assistito a una svolta. Sono stati fatti passi in avanti, ma siamo ancora lontani dalla piena giustizia per chi ha patito un dolore indicibile, per chi vuole giustizia e fare luce su questa vicenda. Siamo l'unica regione che ha una legge sulla Memoria. Insieme all’associazione dei familiari delle vittime abbiamo contribuito a un altro unicum: abbiamo riversato presso l'Archivio di Stato tutti i fascicoli dei processi per eversione e terrorismo. Crediamo sia un contributo molto importante per avere un patrimonio a disposizione per favorisca la memoria e porti giustizia». Bonaccini ha infine concluso rivolgendosi al presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Bolognesi: «Noi siamo di fianco a voi perché non c’è democrazia piena fino a quando non si fa luce su fatti drammatici come questo».

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