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Rossi e i consiglieri Pd sul Magati «Mancano i medici, inutile la raccolta firme»

Adriano Arati
Rossi e i consiglieri Pd sul Magati «Mancano i medici, inutile la raccolta firme»

Il deputato ed ex sindaco di Casalgrande critica l’iniziativa del suo successore Daviddi. Nironi Ferraroni del Gruppo Misto: «Paghiamo errori delle amministrazioni di sinistra»

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Scandiano «La raccolta firme per l’ospedale? Sono uno strumento di visibilità, rischiano di essere una presa in giro per i cittadini». Il giudizio arriva dal parlamentare Pd Andrea Rossi, ex sindaco di Casalgrande, ed è rivolto al suo successore, Giuseppe Daviddi, promotore assieme alla propria lista civica, ai 5 Stelle e al centrodestra casalgrandese di una nuova raccolta firme in cui si chiede la rapida riapertura a tempo pieno del pronto soccorso dell’ospedale Magati di Scandiano, chiuso dal marzo 2020, dall’avvio dell’emergenza pandemica.

Il tema principale, a oggi, è la mancanza di personale sanitario. E il problema non riguarda solo Scandiano: «Da inizio luglio, secondo la Simeu (Società italiana medicina urgenza), sono 4.200 i medici e gli infermieri di pronto soccorso mancanti, mentre sono 600 i medici che hanno lasciato il comparto da inizio anno», ricorda Rossi. Un dato che, a suo dire, «basterebbe per placare le sterili polemiche. Soprattutto quando si è forza di governo e si amministra il quarto comune della provincia per numero di abitanti, è necessario, più che isolarsi con iniziative dal mero sapore elettorale, fare massa critica tra sindaci e amministratori locali». Perché, aggiunge, «di certo è fondamentale la presenza di un presidio di emergenza- urgenza in un distretto come quello di ceramico, con un bacino di utenza di 80.000 persone, soprattutto durante il giorno, e tutti noi abbiamo a cuore il destino dell’ospedale di Scandiano». Anche i tre capogruppo della maggioranza di centro-sinistra scandianese, Luca Monti, Silvia Venturi e Marcello Gallingani, intervengono nel dibattito. «I lavori di ristrutturazione al pronto soccorso sono terminati. Quello che manca è forse la cosa più importante. Mancano i medici». E non sarà una raccolta firme a cambiare le cose, sostengono: «Forse Daviddi ritiene che una raccolta firme, da sola, possa risolvere i problemi concreti e non banali che stanno mettendo in difficoltà il nostro sistema sanitario tutto. Che improvvisamente grazie a questa raccolta firme i bandi mirati alla ricerca di personale, andati deserti fino a giugno, registrino un boom di partecipazione. Sarebbe bello se bastasse una raccolta firme». Del Magati parla anche Alessandro Nironi Ferraroni, capogruppo del Gruppo Misto. Per lui, le sofferenze odierne sono figlie del passato: «È stata la politica miope degli anni ‘90 e dei primi anni 2.000 che non ha consentito al Magati di ricollocarsi strategicamente nel panorama della riorganizzazione sanitaria regionale. Quella stessa politica che ha registrato passivamente l’ascesa di colossi sanitari limitrofi senza un minimo di visione di futuro per la realtà distrettuale scandianese, condannandola al suo destino». La pandemia «non ha fatto altro che accrescere una situazione infrastrutturale e, soprattutto, di organico, che già da anni palesava una situazione che era lo specchio del suo, recente, glorioso passato». Ma le colpe sono precedenti: «Potrà sorgere il dubbio ad una forza di opposizione che sia tale che tutte le amministrazioni di sinistra dell’ultimo trentennio, che hanno espresso tutti i vertici politici sanitari regionali che, a loro volta, hanno nominato tutti i vertici operativi, regionali e locali, abbiano probabilmente sbagliato qualcosa nella gestione del Magati e, pertanto, della loro visione, politica, del futuro del Magati sia legittimo dubitare fortemente?». l


 

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