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L’intervento

«Completiamo i pronto soccorso con il personale e un’automedica»

Giorgio Zanni
«Completiamo i pronto soccorso con il personale e un’automedica»

Il presidente della Provincia sui casi di Scandiano e Correggio: «Chiunque governi intervenga»

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di Giorgio Zanni*


Reggio Emilia Dopo che diversi bandi di ricerca del personale medico espletati dall’Ausl di Reggio nei mesi scorsi sono andati deserti, giovedì la stessa Ausl ha proceduto con la seconda pubblicazione per reperire personale esterno necessario alla riapertura dei Pronto Soccorso di Scandiano e Correggio. L’ostacolo alla riapertura non sono infatti le strutture, appena rinnovate, né la volontà della politica locale che lavora in maniera costante e unanime per la riapertura, ma la drammatica carenza nazionale e non solamente reggiana di personale medico-sanitario.
In Italia mancano all’appello circa 10.000 medici, 4.200 solo di emergenza-urgenza, e per ogni professionista che completa gli studi, due cessano dal servizio. Numeri drammatici, frutto di sciagurate programmazioni sanitarie nazionali operate 10-15 anni fa, che maturano oggi, e sono rese ancor più critiche dall’assorbimento straordinario di personale necessario alla gestione dall’emergenza pandemica.


A Scandiano e Correggio l’obiettivo minimo immediato è reperire i medici necessari per riaprire al più presto il servizio di pronto soccorso h12, completando l’operatività con un’automedica che garantisca a tutti i nostri concittadini la copertura integrale h24.
Pur di raggiungere quest’obiettivo prioritario, l’azienda sanitaria sta addirittura ricercando professionisti sanitari dal privato. Uno sforzo provvisorio ma necessario, che speriamo possa stavolta trovare rapido riscontro.


Sia chiaro, tutti vogliamo il pronto soccorso aperto h24. Non c’è alcun dubbio. È proprio per questo che dire che l’apertura sia una questione di volontà da parte del territorio, rischia di illudere i nostri concittadini, proponendo uno scenario che oggi, già in partenza, tutti sanno non essere percorribile appunto per l’oggettiva mancanza di medici.
Concordo però fortemente con la necessità di far sentire forte la nostra voce. Tutti noi, amministratori, cittadini e politica locale, dobbiamo pretendere che il rilancio della sanità pubblica e universale diventi immediatamente la priorità della politica nazionale, l’unica ad avere responsabilità, strumenti e risorse per porre rimedio a queste criticità di sistema nazionale.
Facciamoci allora promotori verso di loro di proposte concrete e decisive, tra cui: incrementare il numero professionisti sanitari modificando il numero chiuso alle facoltà sanitarie, aumentando le borse di studio per specializzandi, migliorando le condizioni economiche, di sicurezza e tutela legale dei professionisti sanitari, potenziando telemedicina e sanità territoriale.

La campagna elettorale è un momento fondamentale per il futuro di ogni Paese ed è anche quello migliore per chiedere di essere ascoltati. Anche nelle diverse sensibilità politiche, che anzi amplificano ancor più il messaggio, chiediamo insieme che questi punti diventino immediatamente impegni comuni a tutti programmi politici nazionali.


Chiunque sarà chiamato a governare il nostro Paese tra poche settimane si impegni a intervenire subito ponendo rimedio alle sciagurate programmazioni nazionali passate e ridonando fiducia alle nostre comunità. Facciamolo insieme, ora, per il bene delle nostre comunità.
 

*presidente della Provincia


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