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Furto e droga, 25enne nei guai


	Il colombiano Kevin Garcia Suaza si consulta con il difensore
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Il colombiano Kevin Garcia Suaza si consulta con il difensore

Il cellulare rubato in una casa di Fogliano e gli stupefacenti trovati nel borsello. In aula accusa l’amico: «Ha preso lui il telefonino, mi drogo ma non spaccio»

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Reggio Emilia Nella notte fra sabato e domenica giungono in un’abitazione – nella zona di Fogliano – due persone e una di queste, cioè il disoccupato colombiano 25enne Kevin Garcia Suaza chiede, stando fuori dal cancello, un bicchier d’acqua alla donna che vive lì. Lei rientra in casa per poi portare quanto richiesto dallo straniero, ma quando torna fuori si accorge che il suo telefonino – lasciato su una sdraio – non c’è più, come del resto le due persone. A quel punto il padre della derubata si mette in macchina e va alla ricerca dei due presentatisi al cancello e li trova. Parallelamente avverte la polizia chiedendo l’intervento. In fretta gli agenti arrivano sul posto e qui cominciano i guai per il giovane colombiano, perché nel suo borsello non viene trovato solamente il telefonino rubato, ma anche della droga (hascisc e marijuana).


Scatta così l’arresto per Garcia Suaza accusato – l’indagine della polizia è coordinata dal pm Giacomo Forte – sia di furto, sia di detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio. Dopo poche ore, cioè ieri mattina, il 25enne è comparso davant i al giudice Giovanni Ghini. L’indagato è molto agitato e smanioso di dare la sua versione dei fatti. Vive in città con i familiari, ha una condanna definitiva alle spalle, in aula è assistito dall’avvocato Francesco Cupello. Il colombiano, rispondendo alle domande del giudice Ghini, dice di non essere mai entrato in quella casa e che lui e l’amico erano stati prima al circolo di Fogliano dove avevano bevuto.
Poi senza tanti giri di parole indica nell’amico l’autore del furto del cellulare: «Ha preso il telefonino dalla sdraio e l’ha messo nel mio borsello. Quando poi ho visto arrivare i poliziotti ho cercato di liberarmi di quel cellulare perché non volevo essere coinvolto in questa storia».

Dal furto al possesso di droga: «Quella droga è mia, sono un consumatore – spiega il 25enne – e l’ho acquistata, ma non per venderla, con i 150 euro che mi ha regalato mia mamma in vista del mio compleanno (compie gli anni per Ferragosto e con quei quattrini il genitore voleva in realtà che si comprasse delle scarpe, ndr). Non sono uno spacciatore». Il pm Forte ha chiesto la misura cautelare in carcere per il colombiano, a cui si è opposto il difensore, contestando anche le modalità dell’arresto: «Non c’è la flagranza del reato, inoltre il mio assistito non è responsabile del furto e quella droga era per uso personale».


Dalla camera di consiglio il giudice Ghini ne è uscito convalidando l’arresto e disponendo l’obbligo di firma quotidiano in questura per Garcia Suaza che sarà processato il 3 novembre.

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