Eccessive quantità del gas nell’atmosfera possono ridurre la qualità dell’esistenza
Arpae e Ausl mettono in guardia sull’ozono
Reggio Emilia Tosse, irritazione, riduzione della funzione polmonare. Ancora, aggravamento dell’asma e di malattie croniche del polmone quali enfisemi e bronchiti, danni cellulari e riduzione della qualità della vita.
L’Agenzia prevenzione ambiente energia Emilia Romagna (Arpae) descrive in questo modo i possibili effetti causati dall’ozono a carico delle vie respiratorie dell’uomo. Le informazioni sono contenute in una scheda informativa dell’Agenzia pubblicata il 28 luglio 2020 e modificata il 21 novembre scorso.
Arpae specifica che le informazioni sono curate dal servizio di sanità pubblica della Regione Emilia Romagna con la collaborazione dei dipartimenti di sanità pubblica delle aziende unità sanitarie locali (Ausl). Gli studi non sono conclusi e i quadri clinici potrebbero diventare ancora peggiori. «Alcuni studi su animali hanno suggerito che l'ozono possa ridurre le capacità del sistema immunitario a combattere le infezioni dell'albero respiratorio – prosegue Arpae sul proprio sito – La maggior parte di questi effetti sono considerati a breve termine e cessano una volta che gli individui non sono più esposti a elevati livelli di ozono. Ci si preoccupa però che danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata possano portare a cambiamenti permanenti del polmone.
Per esempio, ripetute esposizioni all'ozono dei polmoni in fase di sviluppo dei bambini possono portare a una riduzione della funzione polmonare una volta adulti. Inoltre, l'esposizione a ozono può accelerare il naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare».
Il valore obiettivo varcato con regolarità nella provincia reggiana dal 2015 a oggi è la prima soglia di attenzione. Superato il valore di 180 microgrammi al metro cubo all’ora si rientra nella soglia di informazione. Oltre i 240 microgrammi al metro cubo all’ora scatta la soglia d’allarme.
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