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Produzione vinicola, Mammi: «Serve lo stato di calamità»

Gabriele Farina
Produzione vinicola, Mammi: «Serve lo stato di calamità»

L’assessore regionale all’agricoltura chiede risposte alla politica nazionale

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Reggio Emilia L’importante produzione vinicola regionale è fortemente minacciata dalla flavescenza, in particolare è minacciato il lambrusco. L’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi nei giorni scorsi ha scritto al governo per esporre il problema e chiedere un tempestivo intervento.

Assessore, cosa ha domandato a livello nazionale?

«Ho chiesto al Governo di intervenire, prevedendo da una parte indennizzi agli agricoltori colpiti e facendosi portavoce presso il Parlamento della richiesta di un’eventuale deroga per la flavescenza, in modo da farla rientrare nelle calamità naturali indennizzabili attraverso il decreto 102/2004 e il fondo di solidarietà nazionale recentemente rifinanziato con importanti risorse. Bisogna intervenire tempestivamente per dare supporto agli agricoltori colpiti e tutelare il reddito delle imprese agricole».

Quali misure vanno attivate nello specifico?

«La diffusione massiva della flavescenza dorata nelle produzioni vinicole regionali ci sta preoccupando. Ci sono le condizioni perché il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali riconosca i giusti indennizzi agli agricoltori colpiti e metta in campo misure di prevenzione serie e condivise tra le regioni italiane colpite dal fenomeno, la cui recrudescenza trova molte cause anche negli effetti provocati dal cambiamento climatico. Inoltre, bisogna creare un tavolo interregionale di monitoraggio e sostenere al contempo la ricerca sul campo per il contenimento e la prevenzione della flavescenza, che rischia di mettere in ginocchio un settore strategico della produzione regionale e nazionale, come la viticoltura e la produzione di lambrusco. I viticoltori vanno sostenuti».

Si sarebbe potuto fare di più nei mesi scorsi per contenere il problema?

«Il sistema fitosanitario regionale è intervenuto con tempestività e provvedimenti rigorosi. A fronte di molecole di insetticidi ritirate dal mercato perché giustamente ritenute dannose per la salute, è necessario che le istituzioni nazionali ed europee intervengano per trovare e permettere di applicare molecole sostitutive sostenibili ed efficaci nel controllo del vettore. In attesa che si trovino soluzioni innovative è necessario che di fronte ad un organismo di quarantena così dannoso vengano messe a disposizione le molecole che funzionano».

Come interverrete nei prossimi mesi?

«Come Regione abbiamo incontrato negli scorsi mesi durante una missione istituzionale negli Stati Uniti un’azienda che sta puntando su Rna innovativo per la tutela e la difesa delle piante: si tratta di una molecola sostenibile e sicura che potrebbe garantire buoni risultati. Se non troviamo soluzioni innovative, rischiamo di azzerare l’agricoltura e la viticoltura. Serve un radicale cambio di passo».

 

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