Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia

Incontra un uomo per il crack ma viene violentato e rapinato

Tiziano Soresina
Incontra un uomo per il crack ma viene violentato e rapinato

La brutale aggressione sotto la minaccia di una lama a ridosso del centro. La vittima fugge e chiama la polizia. Il 25enne arrestato: «Sono innocente»

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Sesso omosessuale, violenza, droga. Nell’arresto effettuato dalla polizia – nella notte fra martedì e mercoledì – vi sono tutti gli elementi che concorrono a rendere torbida la vicenda avvenuta a ridosso del centro storico, in un punto appartato di viale Isonzo.

E da quanto ricostruito dagli agenti – coordinati in questa delicata indagine dal sostituto procuratore Marco Marano – alla base di questa storia cruda c’è una sostanza stupefacente, cioè il crack che è un ricavato, attraverso processi chimici, della cocaina.

Una droga pericolosa per la salute e che provoca non solo dipendenza, ma anche aggressività.

Caratteristiche del consumo di questa droga che possono aver influito su quanto accaduto e che ora è al centro di un’inchiesta.

I protagonisti sono due: un muratore 25enne originario della Guinea e un italiano.

Si sono incontrati di notte proprio per l’acquisto di crack, ma la situazione sarebbe ben presto degenerata e l’aver scelto – per l’appuntamento – un luogo lontano da occhi indiscreti ha sicuramente avuto un peso nell’evolversi brutale di questo incontro.

Perché gli accertamenti degli inquirenti – sulla scia della denuncia presentata dall’italiano – dicono che il giovane guineano ha estratto a un certo punto un’arma (una sorta di coltello, di certo una lama) e avrebbe tenuto sotto scacco per lunghi minuti l’uomo con cui si era incontrato in quell’angolo poco frequentato di Reggio Emilia.

Una lama che, usata come minaccia piuttosto esplicita, ha avuto una duplice conseguenza: l’italiano è stato rapinato del borsello che aveva con sè e fra i due uomini c’è stato un rapporto sessuale non consenziente.

Attimi terribili che si sono interrotti solamente quando l’italiano è riuscito a fuggire per poi chiedere aiuto a un passante che si è subito fermato, prestandogli i primi soccorsi e contemporaneamente chiamare il 113.

E rapidamente sul posto si è portata la polizia che, con in mano le prime indicazioni date dall’uomo soccorso, è riuscita a individuare il 25enne. Non verrà bloccato facilmente, il guineano cerca infatti di fuggire, si oppone all’arresto.

Ma alla fine gli agenti riescono ad avere la meglio. E l’arrestato è in possesso del borsello dell’italiano.

Finisce in carcere alla Pulce con le accuse di rapina, violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri mattina, in tribunale, si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto.

E non si rivelerà un passaggio giudiziario semplice, perché il 25enne ha difficoltà a esprimersi pur essendoci la presenza di un’interprete, comunque la scelta difensiva sarà di avvalersi della facoltà di non rispondere.

In aula l’indagato è tutelato dall’avvocatessa Rebecca Pervilli (in sostituzione del collega Franco Beretti). È presente il pm Marano, titolare del fascicolo.

L’arrestato lavora come muratore, ha il permesso di soggiorno scaduto e vive in città in un appartamento con altri stranieri che hanno chiesto asilo politico in Italia. Dopo una camera di consiglio di circa un’ora, il gip Luca Ramponi convalida l’arresto e mantiene in cella il giovane su cui gravano i tre pesanti reati.

All’uscita dall’udienza l’avvocatessa Pervilli lascia intendere – davanti al taccuino – che giungeranno più avanti delle novità su questa vicenda: «Meglio avvalersi della facoltà di non rispondere non conoscendo gli atti – spiega la rappresentante della difesa – comunque durante le indagini il giovane darà la sua versione dei fatti, perché si dichiara innocente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google