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Le città si svuotano, i canili no. A Novellara la bella eccezione

Alice Benatti
Le città si svuotano, i canili no. A Novellara la bella eccezione

In questo canile è un agosto anomalo segnato da tante richieste di adozioni Elisa, volontaria: «È stupefacente anche che non ci chiedano solo cuccioli»

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Novellara Certo capita ancora che qualche cane venga abbandonato ma nella nostra provincia è soprattutto con le rinunce di proprietà che devono fare i conti i canili. Non fa eccezione agosto, che sconta anche l’aggravante vacanze: le città si svuotano e il desiderio di accogliere un cane in famiglia viene semplicemente “rimandato a settembre”. La conferma arriva dai canili di Arceto e di Bagnolo, alle prese con un rallentamento delle adozioni persino peggiore di quello della scorsa estate. Una buona notizia arriva però dal canile intercomunale di Novellara, gestito dalla cooperativa sociale “Il Gufo”: le richieste di adozioni di cani (ma anche di gatti) questo agosto sono tantissime. «È anomalo avere cinque appuntamenti conoscitivi al giorno con persone interessate ai cani che ospitiamo» conferma una delle volontarie, Elisa Baraldi, a cui abbiamo chiesto di raccontarci di più di questa particolare estate al canile.

Come mai tante richieste di adozioni?

Non lo sappiamo, di solito agosto è un mese tranquillo perché molti sono in vacanza invece quest’anno abbiamo sempre l’agenda piena di appuntamenti. Un’altra cosa stupefacente è che le persone non prendono più solo cuccioli. Stanno capendo che, ad esempio, un cane di un anno e mezzo o due ha già il proprio carattere mentre in un cucciolo si deve ancora evolvere quindi è un’adozione a scatola chiusa. Stessa cosa vale per la taglia: l’interesse è anche per i cani di taglia un po’ più grande.

Quanti cani avete dato in adozione quest’estate?

Da giugno direi circa una ventina.

Cuccioli ne avete al momento?

No, l’ultima cucciolata è stata a luglio. Uno di loro, Bim, maremmano di 5 mesi, è stato adottato nei giorni scorsi e anche in questo caso i nuovi proprietari non si sono fatti spaventare dalla taglia. Spesso ci chiedono cani di massimo 5 kg, ma è quasi impossibile che i cani che ospitiamo si fermino a quel peso da adulti, anche se di piccola taglia.

E i cani anziani? Quanti sono?

Un po’ meno di una trentina. Purtroppo abbiamo cani che sono qui da molto tempo. Si tratta di cani schivi, timidissimi, che non sono mai stati amichevoli. Non siamo mai riusciti a proporli per un’adozione… Conosciamo il loro passato e alcuni hanno vissuto periodi difficili, altri li abbiamo trovati per strada.

A quali altri cani faticate a trovare una casa?

Rottweiler, pitbull, dogos argentinos, pastori tedeschi. Razze che spesso vengono scelte per seguire la moda, senza sapere veramente quale cane si sta portando a casa. Non li sanno gestire e allora succede che al primo segnale di disagio li portano in canile. Può succedere, ad esempio, che mordano e allora entrano da noi come cani morsicatori. Questo, ovviamente, li svantaggia in una futura adozione. Qui vengono gestiti e fanno la loro vita – abbiamo educatori cinofili che li portano ogni giorno fuori per una passeggiata – ma difficilmente trovano una nuova casa. Certo noi li daremmo volentieri in adozione se si presentassero persone che hanno già esperienza con queste razze. Ciascuna ha la sua particolarità e a chi sta pensando di prendere un cane di razza – non c’è niente di male a farlo! – mi sento di consigliare di informarsi bene da persone esperte e non su internet. Acquisire informazioni sul carattere del cane è fondamentali per capire se è compatibile con la propria vita.

Quanti cani ospitate che in questo momento stanno cercando una casa?

Circa ottanta. In questo momento da noi sono ospiti circa cento cani, forse qualcuno in più, ma come dicevo alcuni hanno problemi comportamentali molto seri.

Non sono un mistero le lamentele di colore che dicono che i canili sono troppo esigenti con i potenziali proprietari. E che di fronte a un’adozione negata molti decidano di comprarselo. Dal suo punto di osservazione com’è la situazione?

In generale, probabilmente, si diventa un po’ mamme chiocce. Qui ci si affeziona a qualunque cane: non ce n’è uno preferito, è un po’ come se fossero tutti nostri. Quando sappiamo, ad esempio, che un cane è parecchio attivo, che ama correre, dispiace pensare che andrebbe in un appartamento piccolo dove starebbe a casa da solo 10 ore al giorno. Dall’altra parte, però, abbiamo sempre in mente che sarebbe in famiglia. E allora ogni caso diventa a sé. Molti le nostre le chiamano “scuse”, lo sappiamo bene. E stanchi di aspettare si rivolgono ad allevamenti, dove pagando possono avere il cane che vogliono. Quantomeno bisognerebbe rivolgersi ad allevamenti seri, dato che molti importano cani dall’Est Europa. Altri decidono invece di comprare il cane sul web su siti come Subito.it.

Ha un appello da fare?

Vorrei dire alle persone di non adottare cani per combaciare con il modello di famiglia “perfetta” composta da madre, padre, figli e cane. Vanno adottati o comprati consapevolmente e in accordo con tutti i membri della famiglia, dato che comportano un impegno di tempo e di denaro notevole. Un cane ti cambia la vita. C’è chi lo prende e al primo problema lo porta in canile. Lo ripeto: è un impegno importante, rifletteteci. 




 

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