Unimore è in crescita globale, ma Reggio Emilia nella cultura va male
Reggio Emilia Unimore decolla a livello mondiale, Reggio Emilia crolla sul piano culturale. La fotografia è surreale come un quadro di Salvador Dalì. Per ottenerla, è necessario fare un passo indietro e partire dal primo scatto. L’organizzazione indipendente Shanghai Ranking Consultancy pone nella stessa immagine le principali università a livello mondiale. La classifica annuale si chiama Academic ranking of world universities (Arwu) e prende in considerazione criteri prestigiosi, quali i premi Nobel vinti dagli ex alunni, il numero di ricercatori altamente citati e le pubblicazioni scientifiche di spicco. Per fare un esempio, la graduatoria 2022 vede balzare al primo posto assoluto in Italia l’università La Sapienza di Roma grazie alla vittoria del Nobel della Fisica 2021 da parte di Giorgio Parisi, ordinario nello stesso ateneo capitolino. La Sapienza occupava posizioni di vertice negli anni passati, in coabitazione con altre università italiane: Milano, Padova, Pisa nel 2021, Milano e Pisa nel 2020. Seppur lontana dal podio italiano, l’università di Modena e Reggio Emilia sta risalendo la china a livello globale. Unimore rientra quest’anno nella fascia tra 501 e 600 al mondo, dopo essere stata cento posti più in basso nel 2021 e addirittura duecento tra il 2019 e il 2020.
Pur senza docenti da Nobel, l’ateneo modenese e reggiano risulta sempre più competitivo a livello italiano. Nel 2022 si attesta tra il 18° e il 26° posto dopo essere stata tra il 30° e il 33° nel 2021 e tra il 31° e il 38° posto nel 2020. Il margine è legato al fatto che la classifica ha sei indicatori. In caso di parità di punteggio, prevale l’ordine alfabetico. Sulla carta, quest’anno l’università di Brescia, la Normale di Pisa, le università di Catania, Genova, Palermo, Parma e Roma-Tor Vergata condividono lo stesso punteggio di Unimore. Per convenzione, la società indica l’intera fascia (18-26 nel caso specifico). Unimore brilla soprattutto per due indicatori: pubblicazioni e performance pro capite dell’ateneo. Per l’indicatore delle pubblicazioni Unimore è 22ª in Italia con 29,8 punti. Padova (55,2 punti), Bologna (53,8) e La Sapienza (53,5) compongono il podio di “tappa”. Per il secondo indicatore l’ateneo di Modena e Reggio Emilia è 24° con 21,5 punti. Conduce la Normale di Pisa (50,5) davanti alla meneghina Humanitas (46,5) e all’università Vita San Raffale, sempre di Milano. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla classifica sulla Qualità della vita del giornale Il Sole 24 Ore. Gli indicatori sono sei anche in questo caso e i risultati per Reggio Emilia sono meno strabilianti. La voce “Cultura e tempo libero” è la zavorra che vale alla provincia reggiana il 19° posto in graduatoria, due posti in meno rispetto al 2020. Il Reggiano oscilla tra il 15° posto (“Ambiente e servizi”) e il 28° (“Demografia e società”) per gli altri indicatori. Per “Cultura e tempo libero” il piazzamento specifico è il 72°. La sezione peggiore è il capitolo “librerie”, per cui il territorio reggiano è 106° in Italia su 107 province con 3,8 librerie su 100mila abitanti. Soltanto Crotone (3,6 ogni 100mila abitanti) ne ha meno dai dati Istat citati dal quotidiano nazionale. Nel 2016 erano 6,2 ogni 100mila abitanti. Va meglio per il patrimonio museale, in cui Reggio Emilia è al 66° posto con un valore di cinque volte inferiore alla media nazionale. Il confronto con Modena è indicativo. La provincia modenese è al 44° posto nella classifica “Cultura e tempo libero”. Si trova al 45° posto per il numero di librerie (8,23 ogni 100mila abitanti), indicato come il primo indicatore del settore. Per il patrimonio museale, Modena è 21ª, 45 posizioni sopra Reggio. Tra le vittorie di tappa nel derby del Secchia il territorio reggiano può annoverare le spese dei Comuni per la cultura. Mediamente a Reggio si sono investiti nel 2020 8,53 euro contro i 5,23 euro ad abitante di Modena, valore inferiore alla media nazionale (6,55 euro pro capite). Non è un problema recente. Dal 2018 al 2021 il territorio reggiano non ha fatto meglio della 58ª posizione di quattro anni fa. Modena ha conosciuto una crisi ben più limitata. Il 44° posto per “Cultura e tempo libero” della classifica 2021 è peggio sia del 2020 (38° posto) sia del 2019 (40°), ma decisamente meglio della 51ª posizione nel 2018. Dal 1990, l’anno a cui è possibile risalire con i dati, Modena non ha fatto peggio del 51° posto di quattro anni fa. Reggio Emilia è andata più i n basso nel 2003 (55° posto), 2010 (54°), 2012 (63°), 2015 (58°), 2016 (62°), 2018 (ancora 58°), 2019 (77°), 2020 (76°) e 2021 (72°), pareggiando la 51ª piazza di settore nella classifica del 2011.
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