La palestra dei pugili sotto il Mirabello è stata vandalizzata e derubata dai ladri
La banda ha attraversato il campo dal retro
Reggio Emilia I ladri hanno forzato porte e rovistato nell’ufficio, in cerca di contanti, ma hanno dovuto accontentarsi di un tablet e di un televisore. È stata violata la sede dell’Asd Reggiana Boxe “Gino Bondavalli”, situata in via Giacomo Matteotti 2 all’interno dello stadio Mirabello. «Siamo sempre aperti, tutto l’anno. Abbiamo chiuso giusto quattro giorni la settimana di ferragosto e dei malviventi hanno pensato bene di derubarci. I danni sono maggiori del misero bottino, che si aggira su un migliaio di euro. Resta l’amaro in bocca dal punto di vista morale nei confronti di chi va a colpire una società sportiva che non è certo ricca». Non nasconde la rabbia Emiliano Martinelli, presidente della Reggiana Boxe.
Non è possibile datare l’intrusione né stabilire se i malviventi abbiano agito di giorno o di notte. La sgradita visita è stata scoperta ieri mattina quando l’allenatore Michael Galli, aprendo la sede per riprendere gli allenamenti dei pugili dopo la breve pausa estiva, ha trovato porte aperte e cassetti svuotati nella palestra “Zavaroni A”, quella appunto dedicata alla boxe; pare che la palestra B, utilizzata dalla Fondazione dello Sport per diverse società, sia rimasta intatta. Entrambi gli spazi si trovano sotto l’unica tribuna rimasta al Mirabello.
Secondo una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto i ladri non sono entrati da via Matteotti bensì dal retro, scavalcando la recinzione e attraversando il campo dove tra l’altro sono in corso i lavori per realizzare il nuovo terreno per il rugby. Una volta arrivati davanti all’ingresso della palestra A i malviventi hanno tagliato la catena e si sono introdotti all’interno. «I ladri hanno perlustrato diversi locali, poiché abbiamo trovato forzate diverse porte – spiega Martinelli –. Nella stanza adibita a ufficio i malintenzionati si sono soffermati più a lungo: forse pensavano, solo perché erano chiusi da lucchetti, che nei cassetti ci fossero oggetti di valore, perciò li hanno forzati, scandagliati e svuotati uno a uno, lasciando l’intera stanza a soqquadro. Invece non c’era nemmeno un euro: da quando, nel 2018, abbiamo subìto un furto consistente e mirato (all’epoca erano sparite le quote di tesseramento della nuova stagione di iscrizioni), per precauzione ci guardiamo bene dal custodire denaro».
La ricerca dev’essersi rivelata infruttuosa, se la banda ha deciso di ripiegare sui dispositivi tecnologici. Alla fine i malfattori hanno sottratto un tablet dall’ufficio («lo usavamo per registrare le presenze degli atleti») e un televisore che, come spiega il presidente, «era collocato in alto su una trave del soffitto e serviva per comunicare orari dei corsi e riprese degli incontri. Erano gli unici due oggetti trafugabili». Mentre è rimasta al suo posto una stampante sulla scrivania della cassettiera, forse troppo ingombrante da trasportare.
«I danni strutturali alle porte dovranno essere ripristinati: ci penserà il gestore dell’impianto sportivo, Gisport Srl – conclude Martinelli – Tuttavia non posso che esprimere amarezza: La nostra società conta 400 tesserati amatori (il 10% è donna) e una sessantina di pugili agonisti, contiamo alcuni campioni come Mattia De Bianchi (in corsa per titolo italiano piuma), eppure fatichiamo a restare a galla. Dopo il Covid ci mancavano i ladri». l
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