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Accompagnare i bambini verso la crescita: le avventure “a bordo campo” di un allenatore

Accompagnare i bambini verso la crescita: le avventure “a bordo campo” di un allenatore

Matteo Daolio del Guastalla Calcio racconta in un libro i suoi anni nel settore giovanile. Tanti episodi per riflettere sullo sport, il ruolo degli educatori e il rapporto con i genitori

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Guastalla Il calcio come metafora della vita. Lo sport come occasione di divertimento, ma soprattutto di crescita umana. Matteo Daolio, da più di 10 anni impegnato nel Guastalla Calcio, ha deciso di raccontare in un libro la sua esperienza di allenatore ed educatore.

“A bordo campo. Storie di calcio e di vita” (edizioni “Dialoghi) uscirà il prossimo mese e sarà presentato in anteprima il 9 settembre in occasione della Sagra di Pieve di Guastalla.

«La nostra esistenza è metaforicamente paragonabile a una partita di calcio: c’è il campo che è il mondo che ci circonda – si legge nel libro –. Ci sono i compagni di squadra che sono i nostri amici e le persone che ci vogliono bene. Ci sono gli avversari che sono le difficoltà che la vita ci riserva. Poi c’è il pallone che è la nostra vita: il nostro credo, i nostri sogni, le nostre emozioni, le nostre scelte da cui dipende la nostra “partita”. Infine, e non meno importante, c’è il mister che “a bordo campo” ci incita, ci coccola, ci sferza, ci sostiene, ci rimprovera…Fuori dal rettangolo di gioco il nostro allenatore è la famiglia, è una moglie o un marito, un figlio… o Dio stesso… E poi ci sono anche mister che, come me, provano, magari senza riuscirci ma facendo del loro meglio, a lanciare un messaggio positivo a quei bimbi che saranno gli uomini e le donne del domani».

Daolio, che ha 41 anni e lavora al settimanale diocesano “La Libertà”, il calcio lo ha respirato in casa fin da piccolo, dato che il padre Fausto è stato un giocatore professionista, che oltre a militare in serie B e C ha anche all’attivo qualche partita nella massima serie con il Milan.

“A bordo campo” nasce come rubrica online sul sito del settimanale “La Libertà”. Dal 2015 l’autore ha scritto un centinaio di brevi racconti, una selezione dei quali è finita nel libro, che consta di tre sezioni (“Calcio e vita”; “Io, il mister” e “Calcio tra personaggi e attualità”).

A indirizzare Daolio verso la panchina è stato anche il suo amico Mirco Cani, che allena la prima squadra del Guastalla e che Matteo ci tiene a ringraziare per l’incoraggiamento costante.

«Posso assicurare che aver a che fare coi bambini è molto più semplice che aver a che fare coi “grandi” che spesso complicano le cose – scrive il guastallese –. I bambini sono diretti, capiscono se dici una bugia, accettano le scelte, anche i rimproveri ma soprattutto sono leali e danno sempre e dico sempre il massimo pur di correre dietro a un pallone. Vedere la vita mia e dei miei ragazzi attraverso il campo è un’occasione unica per poter accompagnare loro e me verso il futuro».

L’avventura a bordo campo di Matteo Daolio è iniziata nel 2008 con i Pulcini. Poi nel corso degli anni ha allenato tutte le categorie giovanili, quali Esordienti, Giovanissimi e Allievi. Un’esperienza nella quale ha vissuto le soddisfazioni del rapporto con i ragazzi, si è dovuto confrontare con i genitori («se tuo figlio sbaglia una diagonale difensiva, ci penso io a richiamarlo. Tu fagli solo i complimenti perché nell’azione precedente ha fermato l’attaccante avversario») e ha goduto di tante occasioni di divertimento.

Anni intensi, in una realtà sportiva importante come quella della Saturno-Guastalla, che ha sentito il desiderio di raccontare, prima nella sua rubrica e ora con un libro molto piacevole e di sicuro interesse, non solo per gli appassionati di calcio.l

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