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Stefano Giaroli, una vita da direttore d’orchestra

Domenico Amidati
Stefano Giaroli, una vita da direttore d’orchestra

Il maestro di Vezzano da oltre vent’anni raccoglie successi in ambito operistico nei più importanti teatri italiani ed europei

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Vezzano Tra i figli illustri del Comune di Vezzano c’è Stefano Giaroli, direttore d’orchestra. È figlio d'arte, il maestro di musica 55enne: suo padre, il professor Giuliano, era a sua volta uno stimato e apprezzato maestro di musica, direttore e fondatore del Coro Polifonico di Reggio Emilia.

Stefano ha studiato pianoforte, composizione, direzione di coro e d’orchestra ai Conservatori di Reggio Emilia, Bologna e Parma. Sono oltre vent'anni che il maestro vezzanese calca i podi di prestigiosi teatri italiani ed europei. È recentissimo l’ennesimo successo di Stefano Giaroli, ottenuto all’isola d’Elba con la Bohème di Giacomo Puccini, che ha registrato il tutto esaurito.

Il maestro, dopo un brillante inizio come pianista solista, è progressivamente passato alla direzione, prima di coro, poi d’orchestra, soprattutto in ambito operistico.

Nella sua formazione gli incontri più significativi sono stati quelli con il padre Giuliano, anche come suo sostituto nella direzione di importanti cori polifonici; col maestro Masini in qualità di suo assistente al Festival di Radio France a Montpellier; con Martino Faggiani in importanti produzioni liriche al Teatro Comunale di Ferrara, al Teatro Comunale di Modena, al Teatro “Romolo Valli” di Reggio Emilia e al Teatro “Strehler” di Milano.

Nel 2001 ha debuttato come direttore d’opera (con la Traviata) alla “Messehalle” di Basilea.Dopo l’Orchestra da Camera dei Concerti d’Autunno, ha fondato, nel 2003 l’Orchestra sinfonica “Cantieri d’Arte”, e nel 2012 L’orchestra sinfonica delle Terre Verdiane; formazioni con le quali svolge un’intensa attività lirica sia in Italia che in Europa.

Nel tempo ha arricchito il repertorio con Il barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri e La Cenerentola di Rossini; Tosca, La Bohème, Suor Angelica, Madama Butterfly, Manon Lescaut di Puccini; Le Nozze di Figaro, Don Giovanni e il Requiem di Mozart; La Vie Parisienne e La Belle Helene di Offenbach; L’Elisir d’Amore di Donizetti; Attila, Trovatore, Rigoletto, Aida, Nabucco di Verdi; L’Amico Fritz e La Cavalleria Rusticana di Mascagni; Adriana Lecouvreur di Cilea; Carmen” di Bizet. E’ ospite fisso da otto anni del Festival Lyrique di Salon de Provence (Francia), frequenta abitualmente i podi dei teatri “Comunale” di Bolzano, “Alighieri” di Asti, “Donizetti” di Bergamo, “Alighieri” di Ravenna, “Rendano” di Cosenza, “Superga” di Nichelino, “Morlacchi” di Perugia, “Comunale” di Carpi e le Arene Estive di Fontanellato, Bolgheri, Gardone, Carrara.

Nel 2010 ha debuttato nel teatro della sua città (il Valli) con la prima mondiale dell’opera “Angelica” di Bertolani, ottenendo un successo di critica e di pubblico. Nel 2012 si è esibito con la sua Orchestra al KKL di Lucerna (Svizzera) e ha tenuto un concerto a Torino con Leo Nucci.

Molto significative le due recite di Rigoletto da lui dirette nel luglio 2012 davanti la casa natale di Verdi a Roncole (Busseto di Parma).Nel 2013 ha debuttato con Werther di Massenet e Otello di Verdi al Superga di Nichelino; ha diretto la sua orchestra a Basilea (Svizzera) accompagnando, fra gli altri, Renato Bruson. Ha poi debuttato nella stagione lirica del Teatro “Rendano” di Cosenza con due recite di Traviata e, nell’estate 2013, ha diretto Rigoletto e Aida nell’ambito del prestigioso Festival internazionale “Opera Classica” in Germania e ha debuttato con una memorabile edizione di Aida al Teatro Ariston di Sanremo. Recenti i debutti, oltre a numerose riprese del suo repertorio, di Pagliacci di Leoncavallo e Norma di Bellini.

Nonostante i tanti impegni che lo tengono lontano dal paese d’origine, il tempo da dedicare agli appuntamenti benefici, sia religiosi che civili, lo trova sempre.

Alla luce dei suoi successi internazionali, i vezzanesi devono un grande ringraziamento al maestro Stefano Giaroli, personaggio importante che, nel mondo, dà lustro al nome del suo paese.

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