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«Mi ha puntato la pistola contro ma alla fine ha sparato in aria»

Alice Benatti
«Mi ha puntato la pistola contro ma alla fine ha sparato in aria»

Parla il tabaccaio preso di mira. Sul soffitto i segni dello sparo

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Casalgrande «Solo quando ho aperto la tabaccheria stamattina (ieri, ndr) mi sono accorto dello sfregio sul soffitto lasciato dal colpo di pistola e della polvere bianca del cartongesso rimasta sul pavimento».

All’indomani della rapina che si è consumata giovedì sera nel suo locale, Remo Astrologi è di nuovo dietro al bancone insieme alla sorella Patrizia. È la quarta volta, in dieci anni, che vengono rapinati.

Giovedì sera l’ultimo episodio: uno sparo esploso alle ore 19.25 all’interno della loro tabaccheria – la “Corsini”, a Veggia di Casalgrande – ha convinto Remo a consegnare i soldi della cassa – circa 200 euro – al rapinatore.

«All’inizio ho provato a dirgli che non gli davo niente, ma poi lui mi ha puntato la pistola contro – racconta il tabaccaio – ha poi sparato in aria per spaventarci e allora io gli ho allungato i soldi. Era molto agitato, avrà avuto 18-20 anni a credo fosse italiano. Non l’ho visto in faccia perché aveva il volto travisato dal casco. Ad aspettarlo qua fuori, a una decina di metri, proprio accanto alla farmacia, c’era un complice in sella a una moto, sulla quale poi si sono allontanati insieme. Pensandoci a posteriori, io e mia sorella ci eravamo accorti di una moto parcheggiata all’esterno, che sarà rimasta lì almeno cinque minuti prima dell’ingresso nella tabaccheria di uno dei due rapinatori».

Secondo il tabaccaio – che ammette di non intendersene molto in fatto di armi – per il colpo potrebbe essere stata utilizzata una pistola scacciacani, ma spetterà ai carabinieri – che continuano a indagare sulla vicenda – stabilirlo con esattezza.

I militari, che potranno disporre delle immagini di videosorveglianza registrate all’interno del locale, sono sulle tracce dei due malviventi che giovedì sera si sono dati alla fuga dirigendosi verso Sassuolo: Reggio e Modena le due province su cui si concentrano le ricerche.

Come racconta il tabaccaio, «il ragazzo che ha messo a segno la rapina indossava dei guanti», pertanto viene da escludere che si possa risalire a lui dalla impronte digitali lasciate nella tabaccheria.

«Siamo un po’ sfortunati o forse è la zona che è diventata un po’ rischiosa – dicono i fratelli Astrologi, visibilmente stanchi di essere bersaglio di simili e ripetute violenze – sono più di vent’anni che abbiamo l’attività e negli ultimi dieci abbiamo subito già quattro rapine, due all’interno e due all’esterno, nel parcheggio, dove ci hanno aspettati».

Proprio nel parcheggio poco distante dalla loro tabaccheria, al civico 28 di via Radici in Piano a Veggia, nel corso di una di queste rapine Patrizia Astrologi ha addirittura rimediato un pugno sul volto.

Giovedì sera, invece, anche se lo spavento è stato tanto, per fortuna nessuno è rimasto ferito.

«Prima questi episodi capitavano soprattutto nelle sere d’inverno, con il buio – – commenta la tabaccaia da dietro il bancone mentre è intenta a servire un cliente – adesso invece colpiscono anche d’estate, alla luce del giorno. Ormai non hanno paura di niente».


 

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