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La Cgil: «Del piano industriale di Silk-Faw si è vista solo la bozza»

Ambra Prati

	Simone Vecchi, Segretario della Fiom Cgil 
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Simone Vecchi, Segretario della Fiom Cgil 

Dopo un primo incontro a dicembre nessun altro contatto

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Reggio Emilia Un incontro cordiale nel dicembre scorso, con la promessa che ci si sarebbe risentiti a gennaio – o che comunque i sindacati sarebbero stati contattati dall’azienda – non appena sarebbe iniziato il favoloso piano di centinaia di assunzioni. Sul fronte assunzioni la Cgil di Reggio Emilia è rimasta ferma lì: all’anno scorso. Causa sparizione degli interlocutori, evidentemente in altre faccende affaccendati.

«È diventato il quarto mistero di Fatima. Non si comprende nulla. Le relazioni sindacali si sono interrotte». È quanto trapela dalla Camera del Lavoro di via Roma, dove pure la presentazione del mega progetto è stata accolta con grande favore, così come il primo approccio, segnato dalla massima disponibilità nei rapporti sindacali, aveva rinfrancato gli spiriti.

In via Roma si annusa «preoccupazione per i dipendenti interni, con i quali non abbiamo contatti». Preoccupazione soprattutto perché la creazione di un polo automotive di prim’ordine, che secondo il piano avrebbe dovuto diventare un laboratorio per le relazioni industriali avanzate, appare “congelato”.

Il malessere degli attuali dipendenti dei quadri alti non è arrivato alle orecchie della Cgil semplicemente perché il principale sindacato avrebbe dovuto subentrare in un secondo tempo: vale a dire una volta realizzato lo stabilimento, quando si sarebbe dovuti procedere alle assunzioni di metalmeccanici, tecnici, addetti al montaggio. Un sistema che, a regime, dovrebbe portare lavoro a oltre un migliaio di dipendenti. Ma al momento non c’è né il rogito per il passaggio di proprietà del terreno né tantomeno una data per la posa della prima pietra: siamo in una fase preliminare, quindi è buio fitto.

Simone Vecchi, segretario della Fiom, si attiene alla cautela, anche per non rischiare di pregiudicare rapporti che potrebbero riallacciarsi. «L’azienda non ha mai preso impegni nei nostri confronti e io non ho mai interloquito direttamente. Siamo in attesa di capire se, anche a causa di una crisi geopolitica mondiale dovuta alla guerra in Ucraina, rischia di saltare l’investimento industriale che avrebbe portato occupazione e sviluppo». Alla domanda qual è la posizione della Fiom di fronte alle nubi sull’orizzonte Silk-Faw, Vecchi – più concentrato sull’emergenza impellente del caro energia – ha risposto: «Siamo rimasti al settembre dell’anno scorso quando, durante la presentazione ufficiale al Tecnopolo, è stata fornita una bozza (solo una bozza) del piano industriale. L’impressione? Dalla mia esperienza tutti i piani presentati sulla carta dai grandi gruppi appaiono favolosi: poi bisogna vedere come si traducono nei fatti. Non ho preclusioni, ma è chiaro che la partenza è stata fortemente rallentata. Aspettiamo il rogito e vediamo cosa succede. Mi pare di capire che c’è tempo». 

 

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