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Ligabue a Cervarezza tra selfie per i fans e ricordi d’infanzia

Ligabue a Cervarezza tra selfie per i fans e ricordi d’infanzia

Non passa inosservata la presenza del rocker nel paese montano Si tratta di luoghi a lui cari, in cui trascorreva le vacanze da bambino

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Ventasso T-shirt e jeans neri e occhiali scuri non sono certo bastati a fare passare inosservato Luciano Ligabue durante una “puntata” in quel di Cervarezza.

Una bella giornata di sole ha accolto il rocker nei luoghi a lui cari perché, come lui stesso ha avuto modo di raccontare, vi trascorreva le vacanze da bambino con i suoi genitori. Sorridente e disponibile, non si è sottratto agli scatti con i suoi fans.

Tra questi, due persone a loro volta conosciute in paese: Massimo Montanari, allenatore e atleta del Club Adelfi Rubiera, società che nelle scorse settimane ha organizzato lezioni di tennis a Cervarezza, e Velia Baudone, la cui famiglia ha gestito per decenni il bar Aurora di via Resistenza.

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta nel marzo del 2019 alla vigilia dell’uscita di “Start” suo 22esimo disco, il 12esimo di inediti, dopo un periodo piuttosto difficile per il musicista, fu lo stesso Ligabue a raccontare del suo legame con Cervarezza.

Nel disco il Rocker di Correggio riflette molto sul tempo. Inevitabile i ritorni al proprio personale passato e a come allora le cose fossero diverse.

L’album si chiude con “Il tempo davanti”, in cui Ligabue racconta di un filmino delle sue vacanze infantili.

Nell’intervista l’artista rivela l’esegesi del testo, nel quale, come sempre accade per le sue canzoni, molti possono riconoscere proprie esperienze personali.

«Quello del tempo è un tema con cui mi sono confrontato spesso, diciamo che per me è un po’ un’ossessione. Nella canzone “Il tempo davanti” vedo i miei genitori ragazzi, vedo me stesso bambino mentre ero in vacanza a Cervarezza. Andare lì in estate, alle Fonti di Santa Lucia, ci sembrava un lusso. Si era nel pieno del boom economico, alla fine degli anni ’60, i miei non erano ricchi ma stavano bene, e così potevamo passare l’estate lì. In quel filmino, che è un filmino vero fatto con una telecamera che forse è servita quella volta lì e poi si è rotta, mi ha fatto vedere come allora ci fosse tutto, tranne il senso del futuro, il senso del tempo. Ecco dov’è la felicità. I cani li vediamo felici perché non hanno il senso del tempo, no? Il tempo davanti non è un pensiero, nessuno in quel filmino si chiedeva come sarebbe stato. Noi invece siamo ossessionati dal futuro, che in realtà è solo un’idea, non esiste, è solo nella nostra testa adesso». l

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