Gazzetta di Reggio

Reggio

Università e alloggi

«Un fondo di garanzia come calmiere»

Gabriele Farina
«Un fondo di garanzia come calmiere»

La proposta dell’associazione Udu per mitigare le spese richieste agli studenti

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Un fondo di garanzia per calmierare i prezzi». L’Unione Universitaria (Udu) di Modena e Reggio Emilia lancia la proposta. L’obiettivo è migliorare la situazione degli affitti per gli studenti fuori sede nella città del Tricolore.


«La questione è molto complessa – assicura il referente Udu Giovanni Viglione – anche perché in nessuna delle due città (Modena e Reggio Emilia) abbiamo case sfitte. A ogni modo, riscontriamo una tendenza a non affittare agli studenti, ad affittare in nero o a prezzi alienanti per gli studenti stessi».


L’esempio del lavoratore perugino che lavora a Reggio Emilia e vive in albergo è indicativo. «L’università di Modena e Reggio Emilia ha fatto giganteschi investimenti per gli alloggi grazie anche al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – attesta Viglione – dimostrando di impegnarsi verso la comunità studentesca. Tale impegno però non basta: la copertura degli alloggi è troppo esigua. Occorre pensare a una misura a lungo termine».


Ecco dunque la proposta di Udu all’ateneo. «Serve un fondo di garanzia per calmierare i prezzi degli affitti – rilancia Viglione – avviando una collaborazione tra Comune, università di Modena e Reggio Emilia, enti e agenzie per la casa per facilitare il processo. Unimore è in grande espansione e Reggio Emilia ne è un chiaro esempio. Dovrà crescere tutto l’ambiente che ruota intorno alla figura dello studente».
Una strada da seguire giunge dall’altro lato del Secchia. «La situazione non è delle migliori in nessuna delle due città – esamina il referente universitario –. A Modena si è partiti molto prima a organizzare il tutto e ci sono molti più servizi per gli studenti. Sono state fatte convenzioni con i bar e con le palestre, la vita fuori dall’aula è leggermente migliore a Modena».


Tra le iniziative che Udu porta avanti da tempo rientrano le corse notturne dei mezzi Seta. «Anche a Reggio Emilia come a Modena si dovrebbe arrivare a una sperimentazione – auspica Viglione –. Di sicuro, l’esigenza di un trasporto pubblico per gli studenti esiste. Reggio Emilia è per certi aspetti diversa da Modena perché la popolazione è molto più variegata».
Il referente ringrazia sia l’università sia il Comune per l’impegno dimostrato in questi anni.
«C’è la volontà di aiutare la comunità studentesca – attesta Viglione –. Tuttavia, restano ancora tanti obiettivi da raggiungere. Il lavoro deve andare avanti. Se Reggio Emilia rimane troppo indietro, diventa difficile recuperare il divario da Modena».


Il senso è presto detto. «Il Comune si può impegnare a realizzare tutti i servizi per consentire agli studenti di vivere pienamente la vita accademica – sottolinea Viglione –: dagli appartamenti alle aule, dalle palestre alle piscine, dai bar alla discoteca. Tutto il mondo di cui un giovane oggi ha bisogno, a un prezzo più accessibile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google