Gli ultimi dati? Meglio di quanto previsto
I professionisti sanitari fanno segnare indici più elevati dei valori pre-pandemia
Reggio Emilia L’analisi dei tempi di attesa in Emilia Romagna consente di porre a confronto realtà diverse in tempi differenti.
La Regione ha disposto il monitoraggio quotidiano specifico a partire dal settembre 2015 sulle quaranta prestazioni sanitarie mediamente più richieste. Si intendono rispettati i tempi se le visite di primo accesso avvengono entro trenta giorni dalla prenotazione e le diagnosi (sempre di primo accesso) entro sessanta giorni.
I dati su Reggio Emilia sono in miglioramento. Il 98,9 per cento come indice di performance sulle 3.834 prenotazioni soddisfatte tra lunedì 15 e domenica 21 agosto rappresenta il dato più elevato di tutto il mese.
Nella settimana precedente (8-14 agosto) è stato puntuale il 96,4 per cento delle 4.193 prenotazioni sanitarie richieste in primo accesso dai reggiani. Nella prima settimana del mese (1-7 agosto) il rispetto dei tempi era stato migliore: puntuale il 97,4 per cento delle 4.272 prestazioni sanitarie richieste.
Nella prima settimana di agosto, era stato in ritardo il 21 per cento delle visite pneumologiche, il 20 delle ginecologiche, il 16 per cento delle fisiatriche e il 13 per cento delle dermatologiche.
Ancor peggio le visite pneumologiche e le mammografie nella seconda settimana di agosto, puntuali in poco più di un caso su due (53 per cento). Appena sufficiente la puntualità per le visite ginecologiche (63 per cento), quasi da nove le visite di chirurgia vascolare (89 per cento).
I valori dell’agosto 2022 sono comunque migliori delle cifre osservate dal 1° luglio al 30 settembre 2018. La data scelta non è casuale. Il termine di quattro anni fa è stato preso come riferimento dall’Ausl di Reggio Emilia per sottoscrivere il programma attuativo aziendale per il governo delle liste di attesa. Il programma è stato protocollato e caricato sul sito della Regione. Rappresenta una cartina al tornasole sulla tempestività delle prestazioni sanitarie eseguite presso l’Ausl di Reggio Emilia al netto di un evento difficilmente preventivabile nel 2019 (ovvero la data della sottoscrizione): la pandemia.
Rispettare i tempi in nove casi su dieci è il compito posto dalla Regione alle Ausl dell’Emilia Romagna.
Nel 2018 l’Ausl rispettava i tempi nel 90 per cento dei casi nel periodo di riferimento (luglio-settembre) con una punta del 93 per cento nelle visite e una coda dell’87 per cento nella diagnostica.
L’elettrocardiogramma da sforzo era puntuale in appena un caso su tre (33 per cento di indice di performance), la spirometria era eseguita rispettando i limiti temporali in un’occasione su due (50 per cento). Altre quindici prestazioni (tra visite e diagnosi) superavano di poco i limiti previsti dalla normativa. Il 90 per cento di puntualità nel triennio estivo è stato il valore più alto toccato nel 2018 a Reggio Emilia.
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