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Marabù celebration: è trionfo

Ambra Prati
Marabù celebration: è trionfo

Oltre duemila spettatori domenica sera al Campovolo alla festa per la musica anni ’80. Gli organizzatori: «Serata splendida. Abbiamo respirato positività e tanta voglia di divertirsi»

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Reggio Emilia «È stata una serata splendida. Si è respirato amore, emozione e voglia di divertirsi. C’erano oltre duemila presenze: un successo che è andato al di là delle nostre aspettative». Così Andrea Gasparini (figlio del compianto Sandro, uno dei soci titolari) trae un bilancio della serata “Marabù Celebration” che domenica sera ha movimentato La Festa al Campovolo, attirando migliaia di reggiani che – richiamati dal marchio della disco-tempio – si sono scatenati sulle notte di Ymca dei Village People e tantissimi altri successi. Gasparini e Lauro Bonacini sono stati gli organizzatori della serata, che per un attimo ha catapultato i reggiani nell’epoca d’oro della disco music, quando muoversi in pista nel fine settimana (o la domenica pomeriggio) era un rito imprescindibile. L’iniziativa si preannunciava da tutto esaurito: la cena, preliminare ai balli, è andata sold out già a metà luglio, quando si è raggiunta la disponibilità di 500 posti. Proprio sulla cena, sulla pagina Facebook ufficiale, non sono mancate le critiche. «Non tutti sono rimasti soddisfatti della cena, che era gestita dai volontari del Pd; questi ultimi hanno fatto tutto il possibile e li ringrazio comunque», ammette Gasparini.


Il meglio però è arrivato dopo, sul palco dell’area concerti, dove si entrava con un biglietto da 5 euro. «Con i giornalisti Mattia Mariani e Stefania Bondavalli, che hanno condotto la serata remember, sono saliti sul palco tante persone che hanno fatto la storia del Marabù: Irish, l’addetto alle luci, che ha raccontato tanti aneddoti legati ai personaggi ospiti di quei mitici anni (è l’unico ad aver visto Amanda Lear nuda, senza contare Grace Jones, Lucio Dalla, Miguel Bosè, Renato Zero, De Andrè, Baglioni, Venditti, i Pooh e i Rockets); Miguel, il ballerino di Santo Domingo precursore dei balli latino-americani, che ha fatto una breve esibizione; Luca Anceschi, che ha suonato “Re Marabù”, la sigla simbolo della disco».


Insieme a Radio Bruno, partner ufficiale dell’evento, è stata eletta la canzone più amata degli anni ’80, che è risultata “Easy Lady” di Ivana Spagna, la cantante per un periodo residente ad Albinea.
Infine sono state ricordate le numerose persone «che hanno lavorato al Marabù, molte delle quali scomparse – prosegue Gasparini – La sorella del deejay Robby Magno ha letto un ricordo e vedere il pubblico accendere all’unisono le stelline è stato un momento importante e commovente».


Gasparini coglie l’occasione per un togliersi un sassolino dalle scarpe. «Spesso in questi eventi sui social le persone vogliono sapere chi sarà alla consolle. Vorrei precisare che è impossibile proporre i deejay dell’epoca: è come se la Juventus facesse giocare Platini. In serate del genere la musica la fa la padrone: quello che conta è l’atmosfera, che l’altra sera ha avuto lo spirito che ci auguravamo».
Per la cronaca: i deejay del campovolo sono stati Cristiano Desy e Gianluca Federici, «miei amici da vent’anni», mentre alle luci c’erano Irish e Jerry, i lucisti “originali” di Cella.


Non si è trattato di un’operazione nostalgia, secondo Gasparini. «Tra il pubblico, formato per la maggioranza da cinquantenni, c’erano tante famiglie con bambini ma anche giovani. Merito della musica divertente e spensierata, che mantiene il suo appeal anche nei confronti delle generazioni non segnate da quella colonna sonora».


Alla domanda se si replicherà, Gasparini è possibilista. «Magari la prossima estate, se si riuscirà a mantenere un livello elevato e un prezzo simbolico accessibile a chiunque. Intanto devo ringraziare i volontari, Marco Barbieri e Stefano Spadaccini del Fuori Orario, che hanno reso possibile la serata».

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