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Per la Confcommercio i saldi estivi «sono andati meglio fuori dal centro»

Alice Benatti

	Nella foto Davide Massarini, presidente di Confcommercio Reggio Emilia 
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Nella foto Davide Massarini, presidente di Confcommercio Reggio Emilia 

Nel cuore della città resistono le boutique ma i segnali sono di sofferenza

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Reggio Emilia I saldi estivi quest’anno sono andati meglio per i commercianti che hanno i negozi fuori dal centro storico della città, dove però “tengono”, facendo quindi eccezione, le boutique di fascia medio-alta. È quanto emerge da un primo bilancio di Confcommercio Reggio Emilia ma per i dati ufficiali bisognerà aspettare ancora una decina di giorni. Del resto nella nostra provincia, come in tutta l’Emilia-Romagna, i saldi cominciati sabato 2 luglio non sono ancora finiti (oggi è l’ultimo giorno).

A livello nazionale sappiamo che il leggero calo del 10% registrato nel mese di luglio è stato poi recuperato ad agosto grazie in particolare al turismo, come ha sottolineato il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni.

A Reggio Emilia, dunque, questo recupero potrebbe non essere stato della dimensione di quello di altre città italiane di maggiore richiamo.

Ma perché a Reggio le persone hanno preferito comprare fuori dal centro storico?

«Vuoi le temperature, vuoi le problematiche annose con cui si scontra da diverso tempo – risponde Davide Massarini, presidente di Confcommercio Reggio Emilia – i segnali che sono arrivati sono di difficoltà. Per i commercianti al dettaglio sono legati a una congiuntura complicata in generale ma gli stessi ristoratori del centro storico hanno segnalato una maggiore difficoltà rispetto all’estate precedente». «Se ci spostiamo dal centro – continua Massarini – vediamo che i saldi sono andati meglio, ad esempio, per i piccoli commercianti di paese che in alcuni casi hanno un rapporto strettissimo con la loro clientela fidelizzata».

Il presidente dell’associazione pone poi l’attenzione su un argomento molto sentito: «Pur riscontrando anche segnali positivi è chiaro che tutte le attività commerciali oggi sono vessate dal caro energia, per il quale nei giorni scorsi abbiamo lanciato ripetuti allarmi. È un tema che riguarda tutti: famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni. Non posiamo aspettare, servono interventi urgentissimi».

 

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