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Ubriaco ferisce quattro carabinieri: arrestato un 31enne per resistenza

Tiziano Soresina
Ubriaco ferisce quattro carabinieri: arrestato un 31enne per resistenza

L’agricoltore era su di giri in un bar. La difesa: «Non è andata così»

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Albinea Sono le tre di notte di domenica quando in un noto pub&bar albinetano si scatena la furia di un 31enne dipendente di un’azienda agricola.

Il reggiano Filippo Zanichelli ha di sicuro troppo alcol in corpo – come verrà poi verificato dai sanitari in caserma – ma non è ancora chiaro perché sia andato così su di giri. Ha litigato con qualcuno? È stato provocato e l’ubriacatura ha fatto poi il resto? Se ne conosceranno più avanti le ragioni, intanto ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – l’agricoltore è giunto da arrestato (era finito nella camera di sicurezza dell’Arma) con una doppia accusa formulata dalla pm Maria Rita Pantani, titolare del fascicolo: resistenza a pubblico ufficiale e lesioni a pubblico ufficiale.

Da quanto ricostruito in aula, il fatto che il 31enne fosse andato in escandescenze (vengono rotte anche delle suppellettili) non poteva sfuggire a due carabinieri di Scandiano – fuori servizio – presenti all’esterno del locale. La situazione è tesa, i due militari in borghese cercano di calmarlo, comunque chiamano i colleghi perché è necessario un intervento. Ma Zanichelli non si placa neppure all’arrivo dei carabinieri in divisa, anzi si fronteggiano e quando l’agricoltore sarà definitivamente bloccato, quattro militari dovranno farsi medicare in ospedale a Scandiano (per tutti loro una prognosi di un giorno per leggere ferite a braccia e gambe). Difficoltosa anche l’identificazione – in caserma – dell’arrestato che verrà fotosegnalato con certezza solo due ore dopo, quando l’effetto della sbornia ha cominciato a scemare.

Davanti al giudice Michela Caputo, l’arrestato si avvale della facoltà di non rispondere. Vive a Reggio Emilia, ha precedenti penali di piccolo conto e piuttosto datati. Per lui la Procura chiede gli arresti domiciliari, a cui si oppone (come pure alla convalida dell’arresto) l’avvocatessa romana Elisabetta Gentile che difende il 31enne: «Non vi sono elementi sufficienti – dice – per convalidare l’arresto e la misura degli arresti domiciliari è sproporzionata rispetto all’entità del fatto». Salomonica la decisione del giudice: arresto convalidato e “solo” l’obbligo di firma in caserma tre volte la settimana. Il processo si terrà fra oltre due mesi. «Faremo indagini difensive – commenta all’uscita, davanti al taccuino, l’avvocatessa Gentile – e sentiremo i testimoni presenti. È una situazione ancora da chiarire, riteniamo che le cose non siano andate proprio così».

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