Gorbaciov e la visita a Reggio per siglare la pace dell’acqua
Nel luglio 2002 l’ultima volta nella nostra provincia per il leader sovietico «Poneva la sostenibilità ambientale come un tema legato alla democrazia»
Reggio Emilia Vent’anni fa, era il luglio 2002, Mikhail Gorbaciov – scomparso a 91 anni dopo una lunga malattia – fu ospite a Reggio per la firma di un Protocollo di intenti in Sala Tricolore, in qualità di presidente della ong Green Cross International, un’organizzazione ambientalista che si occupa di sviluppo economico eco sostenibile di cui è stato fondatore e presidente dal 1992. La missione di Green Cross International che sul proprio sito ha ricordato la figura del suo fondatore, ancora oggi è quella di contribuire a garantire un futuro sicuro e sostenibile per tutti, coltivando un senso di responsabilità condivisa nei confronti della natura ed è presente in una trentina di paesi.
La firma del Protocollo da parte del Comune, della Provincia di Reggio e della Regione che avvenne in Sala Tricolore in vista del “Water for peace”, rappresentò il momento più significativo del viaggio di Gorbaciov nella nostra regione. La visita dell’ultimo segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, a cui nel 1990 era stato conferito il Premio Nobel per la Pace, fu organizzata per iniziativa dell’allora parlamentare reggiano Fausto Giovanelli, attuale presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco - Emiliano e già allora attivamente impegnato sui temi ambientali.
Gorbaciov, accompagnato dalla figlia e dalla nipote, arrivò a Reggio su invito dell’allora presidente della Regione Vasco Errani e soggiornò in Emilia-Romagna per tre giorni sostando a Reggio, Rimini e Ferrara. Nel corso della sua visita reggiana, oltre alla firma del protocollo assieme all’allora sindaco di Reggio Antonella Spaggiari, al presidente della Provincia Roberto Ruini e all’allora assessore regionale Gianluca Borghi, il Premio Nobel ebbe modo di visitare anche Casa Cervi, ma non ebbe alcun incontro con il segretario provinciale degli allora Ds Maino Marchi, né con altri esponenti politici reggiani, preferendo mantenere i suoi incontri solo su un livello strettamente istituzionale.
«Ho organizzato la sua visita – ricorda Giovanelli – avendo avuto modo di incontrare i vertici della di Green Cross International qualche tempo prima a Lione, sede allora della Compagnia Francese dell’acqua, in occasione di un’iniziativa a cui avevo partecipato come parlamentare italiano. Gorbaciov, oltre al suo impegno come presidente di Green Cross International, era la figura che rappresentava e incarnava una evoluzione democratica del movimento comunista. E devo dire che, anche per noi comunisti italiani, l’azione portata avanti da Gorbaciov è stata come una liberazione e una iniezione di fiducia per il percorso che avevamo appena intrapreso. Di certo nessuno non può non riconoscere la funzione e il ruolo svolto da Gorbaciov nel portare spazi di libertà in tanti Paesi dell’Est Europa». «Non vi fu modo di avere contatti e un dialogo diretto con lui per affrontare temi politici – conclude Giovanelli – perché parlava solo russo e occorreva sempre far ricorso all’interprete. Ma ricordo ancora bene che organizzare il suo arrivo in Regione e a Reggio fu una questione anche diplomaticamente complessa. Ricordo la sua forte determinazione e come già allora il tema dell’acqua non fosse solo un tema di sostenibilità ambientale ma di democrazia». Chi ha ancora un ricordo vivo di quell’incontro con Gorbaciov è anche l’attuale assessore del Comune di Parma ad Ambiente, Mobilità, Energia e Agricoltura Gianluca Borghi, a quei tempi assessore regionale. In quella veste firmò il Protocollo d’intenti per conto della Regione. «Ricordo – dice Borghi – la mia grande emozione, ma anche la straordinaria disponibilità e semplicità di Gorbaciov e la sua squisita cortesia, unita ad una grande capacità e disponibilità all’ascolto».
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