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Nidi e materne, dopo due anni torna la normalità

Luciano Salsi
Nidi e materne, dopo due anni torna la normalità

L’attività educativa è ripresa senza mascherine e senza “bolle” protettive. Non mancano le liste d’attesa: nelle scuole dell’infanzia sono rimasti fuori in 89

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Reggio Emilia Solamente per i bambini piccoli l'inizio dell'anno scolastico coincide perlopiù con l'ingresso o il ritorno nei locali predisposti per accoglierli. Ieri i genitori o i nonni li hanno accompagnati nei nidi e nelle scuole dell'infanzia per affidarli di nuovo o per la prima volta alle educatrici e alle maestre incaricate di accudirli e educarli con la cura affettuosa dovuta alla loro età.


Dopo due anni di emergenza pandemica si è ritornati ad una sostanziale normalità. Abolite le mascherine, le maestre hanno potuto mostrare il sorriso accattivante e la mimica facciale indispensabili per agevolare la comunicazione e fugare ogni timore. I bambini non sono più confinati nelle "bolle" che impedivano l'avvicinamento di altri coetanei e dei familiari, costretti a rimanere al di fuori delle recinzioni. Ritorna quella libertà di movimento, di scoperta e di attività ludica che è parte essenziale della pedagogia di Loris Malaguzzi, oggi tradotta nel “Reggio Emilia approach”.


Ciò non significa l'abbandono delle misure precauzionali, tenuto conto anche del fatto che i piccoli, benché assai meno soggetti a sviluppare la malattia da Covid, sono privi delle vaccinazioni. Perciò i più fragili sono soggetti a particolari attenzioni e sono previste quarantene in caso di contagio, secondo le disposizioni emanate dal ministero della Sanità, alle quali i dirigenti e il personale educativo si attengono scrupolosamente.


Nella nostra città non sono state ancora riaperte le quattordici scuole dell'infanzia statali, che in genere seguono il calendario delle primarie. Hanno ricominciato a funzionare, invece, le ventuno comunali, le otto convenzionate e quasi tutte le diciannove della Fism, che fanno parte del servizio pubblico integrato insieme ai dodici nidi dell'infanzia comunali, ai tredici convenzionati e alle sezioni Primavera della Fism.


L'attività educativa è ripresa per tutti i 1311 bambini dei nidi comunali e convenzionati. Fra i 2015 iscritti alle scuole materne, invece, le porte si sono riaperte ieri per quelli di tre e cinque anni. Gli altri seguiranno da oggi. La riapertura è stata salutata con soddisfazione da Luca Vecchi: «Oggi – scrive il sindaco – abbiamo aperto le scuole. I Nidi e le Scuole d’infanzia hanno dato il benvenuto a migliaia di bambine e bambini. L’apertura di una scuola è sempre un bel giorno, di speranza e di futuro per la crescita di quei bambini. Buon anno scolastico a tutte le insegnanti gli educatori l’intero personale coinvolto».


Grazie anche alla collaudata collaborazione fra l'Istituzione nidi e scuole comunali e la Fism, la federazione delle scuole materne d'ispirazione cattolica, nella fascia 0-3 anni la nostra città vanta una scolarizzazione del 55%, più del doppio della media nazionale ferma al 26%. Nelle scuole dell’infanzia (3-6 anni) la percentuale supera il 90%. Eppure la larga disponibilità di posti nelle strutture pubbliche e private non basta a soddisfare la domanda, malgrado il sensibile calo delle nascite che si registra da parecchi anni.


Le liste d'attesa delle famiglie almeno temporaneamente escluse, un tempo molto lunghe, non sono scomparse. «Nelle scuole dell'infanzia – riferisce Nando Rinaldi, direttore dell'Istituzione comunale – abbiamo 89 bambini in lista d'attesa su 2015. Nei nidi ce ne sono circa duecento. Per questa fascia avevamo ricevuto 944 domande. Ne sono state ammesse 860, delle quali più di seicento sono state accolte. Ne rimanevano fuori 240. Poi, grazie ad ulteriori accoglimenti, siamo scesi a circa duecento, come l'anno scorso».


Siamo in controtendenza rispetto all'andamento demografico. «La diminuzione della natalità – spiega Rinaldi – avrebbe comportato anche un calo delle richieste, che invece sono state incoraggiate dal contributo della Regione, dalla quale abbiamo ricevuto quest'anno novecento milioni per abbattere le rette. Ha influito, inoltre, il bonus dell'Inps. Gli incentivi sono stati disposti in occasione del cinquantenario della legge 1044, che nel 1971 istituì i nidi dell'infanzia, ma non è da trascurare la tenuta del sistema economico, che qui mantiene alto il livello dell'occupazione femminile e, quindi, della domanda di servizi educativi».


Nei nidi comunali i posti a disposizione sono saliti quest'anno da 601 a 620, grazie all'apertura di una nuova sezione al Picasso. Aumentano sensibilmente, inoltre, i posti a tempo pieno. Considerando la forte incidenza dell'immigrazione e la maggiore natalità delle famiglie straniere ci si potrebbe aspettare una più larga percentuale di figli di immigrati fra gli iscritti alle istituzioni educative. Invece se ne contano nelle scuole 104 su 622 e in lista d'attesa 85 su 240.

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