Silk-Faw, Manghi critica: «È tempo di chiarezza»
La candidata reggiana di Azione-Italia Viva alla Camera invoca risposte
Reggio Emilia «Il sogno è rimasto come tale». A parlare è Maura Manghi, candidata reggiana di Azione-Italia Viva alla Camera. Manghi è in corsa con la formazione guidata da Carlo Calenda e Matteo Renzi sia al collegio uninominale 3 sia come quarto nome al collegio plurinominale 1.
«Noi emiliani abbiamo i motori nel sangue – esordisce la reggiana –. Forse anche per questo abbiamo abbracciato subito il progetto di Silk Faw: una fabbrica di auto veloci di lusso che però prometteva di essere punta di diamante nella ricerca e produzione di motori elettrici e sostenibili dal punto di vista ecologico. Senza mettere in croce l'azienda, rileviamo però come il sogno è rimasto tale».
Manghi concede il beneficio del dubbio. «Certamente la situazione internazionale ha il suo peso – aggiunge la candidata –. Una collaborazione fra aziende Usa e cinesi è in questo momento difficilmente realizzabile. L'aumento dei prezzi del gas (dal quale deriva la fetta maggiore della produzione elettrica) e quindi delle bollette elettriche ha certamente causato un ripensamento nelle attitudini dei consumatori verso le auto ecologiche ma energivore. Sono quindi comprensibili ritardi e forse anche ripensamenti. Ma la comunità reggiana, che ha accolto il progetto a braccia aperte, merita le dovute spiegazioni».
La richiesta di spiegazioni si estende alla politica. «La nostra amministrazione deve chiedere chiarezza – ribadisce Manghi –. Anche perché sono stati fatti investimenti, sono stati adottati strumenti urbanistici per favorire l'insediamento, forse con una fiducia eccessiva. Cosa ne sarà di quel campo dove ancora sventolano orgogliose le bandiere di Silk Faw?».
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