«Silk-Faw, parlino i fatti»
L’assessore regionale Colla sul progetto delle auto di lusso a Gavassa: «Il governo è informato. Se non volete fare l’investimento ditecelo»
Reggio Emilia «Devono solo parlare i fatti». L’assessore regionale alle Attività produttive Vincenzo Colla è stufo delle promesse.
«Se ritengono che non ci siano le condizioni geopolitiche per fare quell’investimento ce lo dicano», sbotta Colla all’agenzia Dire.
Il “loro” sottinteso è relativo alle proprietà di Silk-Faw, l’intesa internazionale tra Stati Uniti e Cina che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) produrre auto elettriche e ibride di lusso a Gavassa.
Le condizioni geopolitiche sono diventate più tese dopo la visita della speaker della Camera statunitense, Nancy Pelosi, a Taipei, capitale di Taiwan. L’abbattimento di un drone civile ieri mattina da parte delle forze armate di Taiwan a acuisce le tensioni dopo le esercitazioni militari avviate da Pechino intorno all’isola contesa.
In tale contesto operano Silk, colosso statunitense, e Faw, principale produttore di auto cinese. «Il tratto politico inizia ad avere sempre più spessore – ammette Colla –. Non è sufficiente che Katia Bassi (managing director di Silk-Faw) dica anche oggi che si farà, perché questo “si farà” l'ho sentito un po' troppe volte. Mi devono portare fatti tangibili».
I fatti sembrano dimostrare l’effetto farfalla, ipotizzato dal matematico Lorenz, per cui il batter d'ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas.
I timori della Regione sono noti da tempo, come quelli del Comune di Reggio Emilia. «È evidente che Comune e Regione abbiano grande attenzione sul fenomeno – spiega l’assessore –. Ovviamente il tempo è finito, ma non possiamo avere dei lavoratori che non prendono lo stipendio, fornitori che non vengono pagati e il rogito che non viene fatto. Non va bene, quel progetto reggeva anche con un tratto di reputazione».
Una replica indiretta ai numerosi attacchi da parte di esponenti delle opposizioni. «Non ho cambiato idea: il progetto è molto bello – assicura Colla –. I promotori hanno messo quasi 60 milioni di euro già spesi per la progettazione, noi a breve dovremo fare una convocazione del board per farci dire se quel progetto c'è ancora».
L’assessore garantisce che la Regione non ha ancora finanziato nulla. «Noi non abbiamo dato un euro – aggiunge Colla –. Sembra che si giochi sui 4,5 milioni: abbiamo fatto una delibera come sempre facciamo, l'erogazione può avvenire se fanno lo stabilimento, la ricerca e i processi produttivi. Quei soldi lì, anzi, avrei voluto darglieli, voleva dire che c'era già tutto l'investimento».
L’ultimo passaggio è rivolto all’esecutivo. «Abbiamo sempre tenuto informato il governo – conclude l’assessore –, il sottosegretario Di Stefano ha sempre seguito tutti i passaggi dalla presentazione del progetto fino alla firma della joint venture. Anche le ambasciate oggi non sono in grado di spiegare che tipo di discussione stanno facendo tra di loro e che volontà oggi abbiano di fare un investimento di tale portata geopolitica. Ricordo che non c'è un investimento in Europa e in Italia americano-cinese. Non c'è».
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