Casa Base, la gang mette paura «Imperversano giorno e notte»
Ripetute denunce e segnalazioni dell’Istituto comprensivo Da Vinci «Creano molti problemi. Spesso abbiamo chiesto aiuto alla Questura»
i Alice Benatti
Reggio Emilia «Certo che vediamo questi ragazzi. Di notte fanno di tutto e anche di giorno hanno creato problemi. La preside è andata più volte in questura. C’è da avere paura, soprattutto d’inverno».
Incontriamo Monica Manicardi fuori dall’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci, di cui è direttrice dei servizi generali e amministrativi, che si affaccia proprio sulla stradina che da viale Monte San Michele porta all’ingresso del complesso monumentale dei Chiostri di San Pietro. Lì dove la banda giovanile che si fa chiamare “Casa Base” (è registrata anche su Google Maps, dove è mostrata una foto di alcuni di loro con il volto oscurato) – protagonista di episodi di vandalismo e microcriminalità – ha il punto di ritrovo, la sua “casa base”, appunto.
«Le nostre studentesse hanno ricevuto diversi commenti spiacevoli da questi ragazzi all’uscita da scuola o mentre raggiungevano le aule che utilizzavamo all’interno dei Chiostri di San Pietro a causa delle disposizioni legate alla pandemia – racconta Manicardi – le famiglie conoscono la situazione, sono avvisate. Questa primavera, dopo avere probabilmente scavalcato il cancello sul retro, dove ora è stato installato un allarme, pensiamo siano loro a rompere le finestre dei bagni della scuola. Dentro ci abbiamo poi trovato delle birre. La preside è andata più volte in questura a segnalare i problemi e c’è anche una denuncia per l’episodio dei bagni. Ogni volta che li vedevamo dovevamo avvisare, infatti gli agenti sono venuti qui più volte a controllare». «Spesso – continua la direttrice amministrativa del Da Vinci – il lunedì mattina ci accorgevamo che nella piazzetta del bar dei Chiostri c’erano molte bottiglie rotte. Si vede che passavano lì la loro serata. Così come adesso di vetri è piena la stradina che costeggia l’ex Poliambulatorio. Finché era utilizzata da parcheggio questi ragazzi si limitavano. Adesso non è più così. Vedo ora, ad esempio, che quelle scritte sui muri sono nuove: a luglio sono sicura che non c’erano». Fuori dall’ex poliambulatorio, dove prima erano posteggiate le auto, oggi l’asfalto è effettivamente disseminato di lattine e soprattutto di cocci di bottiglia. Sui muri imperversano scritte come “droga”, “armi” e, naturalmente “Casa Base”. Scritto almeno tre volte, a marchiare la zona. Il tutto, a pochi metri da uno dei varchi d’ingresso al complesso monumentale dei Chiostri di San Pietro, indiscusso “gioiello” della città.
Due dei presunti componenti di “Casa Base” (uno avrebbe negato di appartenerne) ieri mattina sono stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia a seguito dell’arresto avvenuto nei giorni scorsi, il 31 agosto.
Si tratta di un 25enne e di un 19enne, accusati di essere gli autori della rapina consumatasi, proprio dietro ai Chiostri, il 28 luglio scorso: due passanti sono stati assaliti in strada da alcuni giovani perché “colpevoli” di averli filmati mentre stavano dando fuoco a della carta. Uno dei due malcapitati era finito in ospedale, riportando lesioni guaribili in sei giorni.
Erano state le immagini di videosorveglianza a stringere il cerchio sul 25enne (con alle spalle già diversi precedenti, tra cui una rapina commessa a Modena nel 2019), finito in carcere, e un 19enne, che si trova invece agli arresti domiciliari. «Il 25enne non è il più grande del gruppo – assicura Manicardi – ne fa parte anche un trentenne che abita in zona. Tra l’altro è un ex studente delle elementari e delle medie di questo istituto comprensivo. Ma non è l’unico ad avere frequentato il Da Vinci: le nostre collaboratrici dicono di conoscerli quasi tutti».
Della banda, formata, secondo le testimonianze, da un gruppo variabile tra le dieci e le venti persone, farebbero parte anche alcuni minori.l
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