Pippo Civati torna alla Ghiara «La nostra vittoria è Possibile»
Il fondatore del partito è in corsa al collegio plurinominale 1 del Senato
Reggio Emilia «Bonaccini ha ragione: possiamo vincere». Pippo Civati torna domani alle 10 al Chiostro della Ghiara. Il fondatore di Possibile non si presenta nella cornice di Politicamp, ma quale candidato al plurinominale 1 (al secondo posto in lista) al Senato con Europa Verde e Sinistra Italiana. L’alleanza difende i colori del centrosinistra guidato da Enrico Letta, segretario nazionale del Pd, oggi alle 19 a La Festa di Reggio.
Per Civati è un ritorno nel territorio reggiano dopo gli anni di Politicamp e ancor prima come consigliere della Lombardia a Bagnolo. Era il 2010.
Che effetto le fa tornare in città?
«È un modo di tornare avanti. In quel chiostro risiede la scelta che ci ha portato a candidarci. Le persone non saranno le stesse, ma c’è un bel clima mentre il clima va a farsi benedire».
Del clima parleremo dopo. Avete scelto come titolo “Ritorno al futuro”. Come film, la vostra sembra più una “Mission impossible”?
«Raccontiamo un Paese coraggioso, che guarda a quanto si può fare senza cadere nel messaggio funebre, pieno di negatività e di sconcerto della destra. Affermiamo la nostra visione del mondo. Vogliamo fare una sinistra di governo e ragionevole».
Con quali pilastri?
«Sul clima non possiamo più rinviare. Vanno man mano abbandonate tutte le dipendenze dalle fonti fossili ed essere un Paese tra i primi al mondo per la conversione ecologica. Inoltre, vogliamo libertà per tutti e non solo una flat tax. Servono un salario minimo, un reddito minimo più oculato di quello di cittadinanza, una progressività fiscale e un lavoro pagato dignitosamente».
E il nucleare?
«Siamo molto scettici: sposiamo la ricerca, ma non ci pare il nucleare sia una soluzione alla portata di mano ed economicamente vantaggiosa. Pensiamo non si sia risolta la questione delle scorie. Salvini dovrebbe promettere di installare una centrale nucleare in ogni posto in cui fa un comizio».
Salvini ha incontrato i soci della Cmr. Voi lo farete?
«Certo: siamo a disposizione di tutti. Ascoltiamo ogni parte di Italia, noi compresi. Non abbiamo governato negli ultimi anni».
A proposito di governare, il governatore Stefano Bonaccini è stato chiaro: il centrodestra non ha ancora vinto. La pensa così?
«Bonaccini ha ragione: proviamo a scommettere sul risultato, sebbene sembri lontano. Dieci punti percentuali non sono così difficili da recuperare».
La 19ª sarà la prima legislatura con il formato “mini”: 400 deputati e 200 senatori. Che Parlamento sarà?
«Se prevarranno le forze che vogliono portare l’Italia negli anni ’50 sarà un documentario in cui torneranno le classi sociali. Se vinciamo noi che vogliamo osare di più sarà un Parlamento più giovane, anche dal punto di vista della mentalità».
Parlando di giovani, tanti politici si stanno lanciando su TikTok. Che ne pensa?
«Non bisogna scimmiottare i giovani, ma renderli protagonisti. I loro video sono un po’ penosi e tristi, lo dico con affetto».
Lo “ius soli” è una battaglia sospesa o tramontata?
«Stiamo rendendo stranieri anche gli italiani: i giovani vivono marginalizzati da tutti i punti di vista».
In conclusione, è soddisfatto di tornare a Reggio?
«Non sono né reggiano e neppure emiliano, ma per me è più di un ritorno: non me ne sono mai andato».l
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