Lo sfogo dell’imprenditore: «Tre milioni di bolletta»
Fruit Modena Group ha uno stabilimento a Rolo e la sede oltre Secchia Il presidente Aldrovandi: «Costi insostenibili, a rischio fette di mercato»
i Giovanni Medici
Rolo Il caro-gas tra le sue tante conseguenze ne avrà anche una visibile sui banchi dell’ortofrutta di mercati e negozi. Nei prossimi mesi vi troveremo meno pere e più piccole, anche se buonissime da mangiare. I rincari energetici non colpiscono infatti solo le aziende ceramiche. A soffrire sono pure imprese come le cooperative ortofrutticole, che conservano, trasformano, commercializzano e promuovono i prodotti conferiti dagli agricoltori associati.
«Noi lavoriamo circa 500 mila quintali di pere all’anno e la nostra attività si concentra nel mese di agosto, quando dobbiamo portare le pere dai 35 gradi di temperatura ambiente a un grado sottozero», spiega Adriano Aldrovandi, presidente di Fruit Modena Group (aderente a Confcooperative Modena), sede a Sorbara di Bomporto e tre stabilimenti (Sorbara, Campogalliano e Rolo). Una cooperativa che ha un primato: è infatti la più grande struttura al mondo specializzata nella produzione e commercializzazione di pere, tutte made in Italy. «Per i nostri frigo abbiamo sempre avuto ad agosto una bolletta energetica di 500mila euro. Quest’anno spenderemo tre milioni di euro, cioè sei volte tanto – continua Aldrovandi, 56 anni, presidente dal 2013 di Fruit Modena Group – Sono costi insostenibili che non possiamo scaricare sui consumatori, pena la perdita di fette di mercato».
I rincari energetici complicano dunque un’annata difficile per i pericoltori e l’intero comparto, già alle prese con siccità, caldo torrido e nubifragi. Le pere saranno di calibro più piccolo rispetto al passato e anche i raccolti sono stati inferiori. Ricordiamo che in Emilia-Romagna si coltiva il 70% della produzione italiana della varietà Abate (la preferita dai consumatori) e quella italiana rappresenta il 70% della produzione europea.
«In compenso l’abbondante sintesi clorofilliana fa bene alla nostra frutta – conclude Aldrovandi – che si annuncia squisita». La pera ha perso il 24% dei consumi a livello nazionale tra il 2016 e il 2020 e ha dunque bisogno di un rilancio. Non aiuta il fatto che gli eventi atmosferici eccezionali degli ultimi tempi hanno colpito con maggiore frequenza del passato i pereti della zona e la situazione è resa critica anche dall’anomala distribuzione annuale degli eventi piovosi.
In tale contesto risulta difficile la gestione dei frutteti nel breve periodo: le condizioni anomale agevolano nuove problematiche fitosanitarie e fisiologiche, oltre che la recrudescenza di avversità già presenti, ma prima ben controllate. Fruit Modena Group nasce nel 2007, dalla fusione di due storiche realtà modenesi: la Campofrigo di Campogalliano e l’Eurofrutta di Sorbara. Conta su circa 400 aziende socie. Quasi tutti i prodotti conferiti sono esportati all’estero. l
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