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Scuola, azzerato l’organico Covid. Cgil e Cisl: «In 500 senza lavoro»

Scuola, azzerato l’organico Covid. Cgil e Cisl: «In 500 senza lavoro»

L’allarme lanciato dai sindacati a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno

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Reggio Emilia A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico 2022-2023 si ripropongono i cronici problemi del precariato e delle macchinose, talora paradossali modalità di reclutamento. I posti di lavoro tendono a diminuire, soprattutto nella scuola primaria, a causa della sempre più grave denatalità, che sfoltisce le cosiddette classi pollaio. Tuttavia i pensionamenti e i trasferimenti hanno aperto i soliti vuoti, che l'Ufficio scolastico regionale e la sua articolazione provinciale sono impegnati a colmare dallo scorso mese d'agosto.


I sindacati riconoscono la maggiore puntualità di tali operazioni, ma denunciano la perdurante precarietà delle nuove, spesso ripetute assunzioni. «Da tempo – protesta Monica Leonardi, segretaria provinciale della Cisl-scuola – chiediamo la stabilizzazione di chi lavora da anni nella scuola, ma, nonostante le promesse, è ancora molto grande il numero dei docenti precari reclutati con contratti a tempo determinato».


Si tratta di supplenze annue, che nei casi migliori terminano il 31 agosto, ma spesso scadono il 30 giugno, escludendo il pagamento dei due mesi dello stipendio estivo. Ne sono penalizzati gli appartenenti al cosiddetto organico Covid, cioè i circa 350 docenti e 200 non docenti che furono assunti nel 2020-2021 per fare fronte agli sdoppiamenti delle classi e al conseguente aumento del fabbisogno di personale. Nello scorso anno scolastico furono sostanzialmente confermati con uno stanziamento straordinario di circa dieci milioni, ma per quest'anno non si prevede alcun organico Covid. «Ciò significa – sottolinea Silvano Saccani, segretario della Flc-Cgil – che più di cinquecento persone rimangono senza lavoro. Noi chiedevamo classi meno numerose e, quindi, un organico potenziato».


Un altro problema è la mancata assegnazione di sedi disponibili: «Si tratta – spiega Monica Leonardi – dei posti accantonati per il concorso straordinario 59-bis, che però nella nostra provincia non s'è ancora concluso. Di conseguenza quei posti sono stati di nuovo messi a disposizione per i contratti a termine quando ormai i potenziali interessati avevano accettato altri incarichi e non potevano cambiarli». Ma la questione cruciale rimane il precariato. «Proponiamo – dice Saccani – che lo si elimini immettendo in ruolo i supplenti con almeno tre anni di servizio, previo il superamento di un anno di prova e di un esame finale».

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