Sicrea srl, va all’asta l’ultimo ramo d’azienda
Offerta minima 500mila euro
Reggio Emilia Va all’asta l’ultimo ramo d’azienda Sicrea, la società nata dalle ceneri dei crac dell’edilizia cooperativa. In vendita la società Sicrea Srl, ramo principale della capofila (tuttora attiva) Sicrea Spa, mentre altre società che riguardavano Modena sono già state vendute. A un prezzo stracciato: 500mila euro è l’offerta minima.
L’Istituto di Vendite Giudiziarie di Reggio ha pubblicato la «procedura competitiva per la cessione di ramo d’azienda» di Sicrea Srl. Nell’estratto dell’avviso si comunica che viene messo all’asta il “pacchetto completo”: edifici civili e industriali, licenze, permessi, beni strumentali mobili e immobili, macchinari, i contratti in corso conclusi per l’esercizio e i contratti di lavoro. Sono esclusi dalla cessione «i crediti maturati anteriormente, i debiti e le passività». L’offerta minima ai fini della partecipazione alla procedura competitiva «dovrà essere non inferiore a 500mila euro». Serve il cash: la cifra offerta «per l’acquisto del ramo di azienda dovrà essere corrisposta in un’unica soluzione» o «in quattro rate semestrali anticipate di pari importo», previa fideiussione bancaria.
Gli interessati dovranno far pervenire le offerte in busta chiusa all’Ivg del tribunale di Reggio in via Saragat 19 entro le 12 del 19 settembre; nello stesso giorno, alle 16.30, si terrà l’apertura delle buste, l’esame e all’aggiudicazione.
Si tratta di un passaggio obbligato prima dell’adunanza, che si preannuncia affollatissima, dei creditori (in gran parte ditte di fornitori) prevista per il 22 settembre in tribunale a Reggio: se prevarranno scatterà entro l’anno il piano di risarcimenti. Una data attesa da tutti i piccoli artigiani e coop che hanno pagato sulla loro pelle il disastro del marzo 2020, quando Sicrea, a causa delle difficoltà dei quattro azionisti (Coopsette, Unieco, Ccc e Tecton) venne messa in liquidazione con perdite per oltre 21 milioni nel 2019.
L’ultima alienazione Sicrea cade in un periodo alquanto problematico per l’edilizia. «L’importo dei valori di questo ramo d’azienda è pari a 28 milioni di euro – afferma il curatore fallimentare Alfredo Medici – Noi abbiamo completato tutte le procedure in modo positivo. Mi auguro che il 22 i creditori possano approvare il nostro piano».
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