Gazzetta di Reggio

Reggio

La provocazione

Silk Faw, la prima pietra posata a Gavassa... dal Movimento 5 stelle

Silk Faw, la prima pietra posata a Gavassa... dal Movimento 5 stelle

Un atto provocatorio, quello dei pentastellati, proprio nel giorno in cui da copione doveva essere aperto il cantiere

2 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia La prima pietra di Silk Faw è stata puntualmente posata ma a farlo è stato il Movimento 5 stelle. Un atto provocatorio, quello dei pentastellati, proprio nel giorno in cui da copione doveva essere posata a Gavassa la fantomatica pietra con tanto di festa per la città. «Nonostante tutte le speranze nutrite dal nostro sindaco e dalla Regione – si legge in una nota – neanche questo termine è stato rispettato dall’azienda, così come non è stato rispettato il termine per il rogito dei terreni, come non sono stati inviati gli impegni sottoscritti dal presidente Krane per Silk-Ev e dall’ingegner Li Chongtian per la cinese Faw nella famosa international calldel 25 luglio scorso. «Ci abbiamo pensato noi, del Movimento 5 Stelle, a cercare di mantenere vivi i sogni del nostro sindaco Vecchi, recandoci il 5 settembre scorso sul luogo dove doveva nascere l’azienda, per posare la prima pietra». I grillini con questa azione dimostrativa intendo mandare un messaggio preciso alle istituzioni: «Vecchi – sottolineano – dovrà scontrarsi con la realtà, che ad oggi vede una azienda controllata dalle isole Cayman a voler chiedere milioni di finanziamenti pubblici solamente per far fronte alle spese di gestione ordinaria, come anche il pagamento degli stipendi dei lavoratori che hanno fatto affidamento non solo sulle promesse di Kraine, ma soprattutto sugli impegni e sull’entusiasmo palesato e promosso dalla Regione di Bonaccini e dal sindaco Vecchi, a fronte di nessuna garanzia da parte dell’azienda». Quindi l’appello: «Chiediamo agli amministratori che gestiscono il denaro pubblico di essere più cauti, collegati alla realtà, e ad agire solo dopo aver compiuto gli opportuni accertamenti. Inoltre siamo costretti a dedurre una certa incompetenza nel gestire investimenti internazionali in una economia sempre più globalizzata, ammaliati dalle sirene di una modello di sviluppo neoliberista che si dimentica spesso, del fondamentale ruolo di garanzia che l’amministrazione pubblica deve potere assicurare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google