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«Circoli disperati». L’Arci: «Noi dati per scontati»

Alice Benatti
«Circoli disperati». L’Arci: «Noi dati per scontati»

Il presidente Catellani si dice molto preoccupato per l’autunno

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Reggio Emilia «Guardano all’autunno e all’inverno siamo molto preoccupati. Le bollette dei nostri circoli sono duplicate o addirittura triplicate e di fronte a costi più alti purtroppo la frequenza si è ridotta. La pandemia ha segnato molto gli anziani, che ora escono molto meno. E anche le bollette dei cittadini pesano perché se i soldi sono meno magari le persone rinunciano a venire una volta in più al circolo. Sinceramente se ad andare a dicembre non cambia qualcosa la vediamo dura».


Daniele Catellani, presidente dell’Arci di Reggio Emilia, che conta migliaia di soci organizzati in circa 130 circoli su tutto il territorio provinciale, lancia l’allarme.
«Si sente parlare solo di famiglie e imprese, ma anche il tessuto associativo è in difficoltà – sottolinea Catellani – quasi tutti i circoli che hanno una sede sono disperati e parliamo del 65% di quelli presenti sul territorio quindi oltre la metà si sta scontrando con questo problema. Ma il caro-bollette ricadrà anche su quelli che non ne hanno una e per loro attività si appoggiano ad altri circoli Arci piuttosto che a sedi esterne, ai quali magari verrà chiesto un contributo maggiore per l’occupazione di quegli spazi. Durante il nostro congresso, che si svolgerà il 17 settembre a Massenzatico, lanceremo un appello anche da Reggio Emilia».

«La mia preoccupazione – continua il presidente dell’Arci reggiano – è che il Terzo Settore associativo si dia per scontato. Noto infatti che è purtroppo marginale in tutti i programmi politici. E la richiesta che farei a tutti i politici è invece quella di fare maggiore attenzione a questo mondo. Non avere una strategia, una visione, sul Terzo Settore è sbagliato perché è fondamentale per la tenuta del tessuto sociale».


Accanto alla delusione, ci sono i numeri: nel 2021 in provincia di Reggio Emilia il 12% delle associazioni affiliate all’Arci non ha rinnovato l’affiliazione e il motivo è uno: non sono sopravvissute al “colpo” inflitto dalla pandemia.
Una nota positiva arriva però dal numero di tessere, in netta ripresa. «Il 2021 è stato un anno orribile che ci ha visto chiudere a metà anno con circa 15mila tessere contro le 36mila del 2020. Per il 2021/2022 saremo sulla linea delle 30mila».


Nonostante il problema del caro bollette, Catellani assicura che non ci sarà nessun aumento delle quote per fare fronte ai costi maggiorati delle bollette di luce (l’ultima di agosto arrivata alla sede è raddoppiata) e gas.
«Non toccheremo le quote perché non vogliamo in alcun modo limitare l’accesso. Le porte dei nostri circoli restano aperte».

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