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Caro energia

In un anno la fattura da 3.500 a 15.740 euro

Ambra Prati
In un anno la fattura da 3.500 a 15.740 euro

È la bolletta ricevuta da una palazzina di uffici al Foro Boario

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Reggio Emilia Per il solo mese di luglio il conto dell’energia elettrica è passato da 3.500 euro dell’anno scorso a 15.740 euro di quest’anno. È la cifra da capogiro che ha ricevuto l’amministratore condominiale di una palazzina di Largo Gerra, all’ex Foro Boario vicino al liceo Ariosto. Un condominio che conta una ventina di uffici e alcune attività commerciali al pianoterra.

«È vero che l’estate è stata particolarmente afosa e quindi i condizionatori degli uffici sono sempre stati in funzione, provocando un incremento innegabile dei consumi, passati da 36 chilowattora del 2021 a 53 di quest’anno – ha precisato l’Anaci – Tuttavia, analizzando i numeri, risulta che il prezzo dell’elettricità (che fino a questo momento ci aveva lasciato in pace) è passato da 0.20 kwh a 0.58 kwh. Il costo dell’elettricità sta registrando proporzioni importanti, anche se la voce principale resta il riscaldamento».


Sul fronte morosità non esiste una vera e propria mappatura, secondo l’Anaci. Tuttavia, oltre alla consueta zona stazione dove il problema si trascina da decenni, secondo la percezione degli amministratori condominiali la percentuale di chi non ce la fa a pagare si concentra a Pieve Modolena (o meglio alcuni tratti dell’ampio quartiere) e nei quartieri popolari, dove abitano in prevalenza anziani soli, stranieri e nuclei familiari monoreddito.

«Magari con un mutuo da pagare – proseguono dall’Anaci – per forza di cose le famiglie monoreddito sono sempre più in difficoltà e arrancano nel far fronte al pagamento delle utenze». E pensare che fino al boom del caro bollette «si registrava un calo del ricorso a decreti ingiuntivi e pignoramenti. Un trend positivo che proseguiva dal 2018 e che ora è a rischio».

A fine agosto Francesco Burrelli, il presidente nazionale di Anaci, che con le sue sedi in ogni provincia «rappresenta 8mila professionisti dotati di partita Iva», aveva inviato una lettera di «protesta e proposta» ai segretari politici di partito. Nella lettera l’associazione lanciava «un allarme sociale a tutela della cittadinanza che vive in condomino (oltre quaranta milioni di italiani) sulla base di due evidenti criticità che sono già presenti per le famiglie e che in autunno aumenteranno le preoccupazioni dei proprietari di case: il caro bollette (con l’incombere dei distacchi a causa delle morosità e la possibilità economica di non poter far fronte ai rincari, soprattutto del gas e dell’energia elettrica, ma i costi dell’acqua seguiranno con analoga preoccupazione) e i bonus fiscali».

In entrambi i casi Anaci «chiede, con forza e molta preoccupazione, un radicale cambio di rotta rispetto alle pur lodevoli iniziative del tutto insufficienti per la stragrande maggioranza dei cittadini». In particolare sul caro bollette l’associazione chiede «un più drastico intervento sulle aziende energivore, non solo al fine della maggior tassazione/redistribuzione degli alti ed extra profitti che in questi anni hanno maturato, ma attraverso un divieto al distacco (seppur momentaneo) riferito alle utenze condominiali dei riscaldamenti centralizzati che si sono rese morose, nonostante la comprovata attivazione dell’amministratore nel richiedere le cifre aggiuntive sulle spropositate bollette di conguaglio e dei preventivi per la gestione 2022/2023» definiti «improponibili, e non pagabili nei tempi richiesti dalle aziende».

Per causa di forza maggiore le bollette da capogiro «non potranno essere onorate, nonostante l’attività dell’amministratore responsabile e diligente rispetto ai propri obblighi nell’attivarsi nel perseguire le morosità individuali con le azioni legali dei decreti ingiuntivi. Teniamo conto della forte crisi che si sta abbattendo sugli artigiani e sulle piccole e medie imprese, configurando una classe di nuovi poveri». In conclusione gli amministratori di Anaci «con l’avvicinarsi della stagione invernale sono ancora più preoccupati, in quanto almeno sette condomini su dieci non riusciranno a far fronte a questi aumenti dei costi dell’energia. È un allarme sociale: serve sostegno».

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