Narcotraffico, in 17 alla sbarra
Partito il processo sulla maxi importazione di cocaina dall’Olanda. Fra gli 11 componenti della presunta associazione a delinquere anche l’ex carabiniere Sanna
Reggiolo Un imponente narcotraffico che dall’Olanda aveva come meta finale dello spaccio di stupefacenti la Bassa.
Una vicenda scottante che è al centro dell’udienza preliminare – avviatasi ieri in tribunale a Bologna – con 17 persone alla sbarra. È il risultato di un’operazione portata avanti sotto traccia dalla Dda e dalla Guardia di finanza di Bologna. L’accusa più grave – associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico – riguarda 11 imputati: Okland Beqiraj (albanese di 42 anni, ai domiciliari a Guastalla), Bledar Dervishi (albanese 41enne, ai dimiciliari a Reggiolo), Kladio Tanku (albanese 26enne, ai domiciliari a Civitanova Marche), Olaf Beqiraj (albanese di 46 anni, in carcere ad Ancona), Dashnor Sinameta (albanese 42enne, detenuto a Mantova), Salmir Saliu (albanese 48enne, in cella a Reggio Emilia), Costanzo Sanna (ex carabiniere 59enne, in carcere a Reggio Emilia), Alex Doria (35enne, libero, guastallese che ora vive nel Veronese), Enrico Fiorente (34enne, ai domiciliari a Guastalla), Alessio Mora (44enne, ai domiciliari a Reggiolo) e Cataldo Spataro ( 51 anni, libero, vive a Carpi). Secondo la ricostruzione degli investigatori, la banda, con cadenza mensile, organizzava dall’Olanda l’importazione di circa 5 chili di cocaina ogni volta, utilizzando macchine modificate per poter occultare la “polvere bianca”. Stupefacenti che venivano poi nascosti in uno stabile nelle campagne di Roncoferraro (Mantova). Cocaina che attraverso dei complici (in gergo “cavalli”) veniva poi piazzata in Emilia (la bassa reggiana e il Carpigiano), Mantova (Roncoferraro) e l’area marchigiana (nel Maceratese).
In questo procedimento è finito anche il crotonese 25enne Giuseppe Cariati che, insieme a Sanna, è finito nei guai il 9 novembre 2021 perché all’interno di un casolare in strada per Reggiolo a Campagnola, erano stati trovati 85 chilogrammi di droga (41,5 chili di cocaina e 43,5 di hascisc). La droga si trovava in una stanza chiusa a chiave al piano superiore. I militari, dopo aver trovato la chiave, erano riusciti ad entrare e trovavano tre borsoni e un trolley contenenti lo stupefacente. Cariati è accusato di spaccio d’ingente quantità di droga: «Nega di far parte dell’associazione a delinquere – rimarca l’avvocato Paquale Muto che lo difende – ed ora si trova in comunità per combattere il suo vero problema, cioè la tossicodipendenza». Oltre a Muto, non pochi i legali reggiani come difensori: Noris Bucchi, Luigi Scarcella, Liborio Cataliotti, Vainer Burani, Alessio Barboni, Elisa Terzi, Gian Piero Terenziani. Fatta ieri la richiesta dei riti alternativi davanti al gup Claudio Paris, si tornerà in aula a fine novembre.
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