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Un’altra banda di baby rapinatori. «Dacci i soldi o non ne esci vivo»

Ambra Prati
Un’altra banda di baby rapinatori. «Dacci i soldi o non ne esci vivo»

Il 21 maggio in piazza Vallisneri un ragazzo è stato accerchiato e picchiato ma è riuscito a fuggire. Ora la polizia ha denunciato cinque minorenni

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Reggio Emilia «Dacci i soldi, dacci dei soldi sennò non passi... dacci dei soldi sennò non ti lasciamo andare... dacci dei soldi se ne vuoi uscire vivo». Con queste minacce i componenti di una baby gang, l’ennesimo gruppo di giovanissimi finiti nella rete della polizia di Stato hanno picchiato un coetaneo.

A distanza di quasi tre mesi dai fatti la Squadra Mobile ha individuato e denunciato per il reato di tentata rapina cinque minorenni, di età dai 14 ai 18 anni, ma ritenuti responsabili di aver accerchiato, spintonato e tentato di derubare uno studente all’uscita da scuola il 21 maggio scorso.

Quel giorno il luogo dell’aggressione è stata piazza Vallisneri, non lontano dal convento dei Cappuccini, dove lo studente, finite le lezioni, stava camminando da solo per andare a prendere il bus che lo avrebbe riportato a casa.

Il ragazzo – con tutta probabilità preso di mira perché solo – si è imbattuto in cinque sconosciuti che lo hanno circondato; uno di loro gli ha appoggiato un braccio sulle spalle per trattenerlo, mentre gli altri intimavano al malcapitato di consegnare tutto il denaro che aveva. Alcuni aggressori, dopo aver spintonato il bersaglio, hanno ribadito allo studente la richiesta di denaro, ripetendo come un disco rotto che se si fosse opposto per lui sarebbe finita male; un altro ha tentato di sferrare un calcio allo studente, che per fortuna in extremis è riuscito a divincolarsi e a scappare a gambe levate, lasciando i malviventi a bocca asciutta.

La rapina quindi non è riuscita, ma lo studente è stato picchiato e ha dovuto recarsi al pronto soccorso dell’ospedale, dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di tre giorni. Il ferito, alquanto spaventato e nel timore che l’accaduto avrebbe potuto ripetersi, si è poi recato in via Dante accompagnato dai genitori per sporgere denuncia contro ignoti.

Le indagini degli uomini della Squadra Mobile guidata da Guglielmo Battisti non sono state facili: è stato necessario convocare e ascoltare diversi testimoni (altri gruppi di studenti e coetanei che si trovavano nei dintorni e che hanno confermato il racconto della persona offesa, senza però saper indicare il nome gli aggressori) e passare al setaccio, fotogramma per fotogramma, le telecamere di videosorveglianza per identificare con certezza i cinque.

Ora il caso è stato risolto e, una volta chiusa l’indagine, sulla base degli elementi raccolti dalla Squadra Mobile, la Procura dei Tribunale dei Minorenni ha formalizzato la denuncia nei confronti dei cinque ragazzini.

Questi ultimi non hanno precedenti, ma visto la modalità “rodata” con la quale hanno agito gli inquirenti sospettano che si siano resi responsabili di altre episodi del genere ai danni di coetanei, che potrebbero non aver denunciato.

Con questa operazione – la terza in una settimana – si è aggiunto un altro tassello alla lotta alla criminalità compiuta da giovanissimi: un fenomeno di grande attualità che sta impegnando le forze dell’ordine.

Nei giorni scorsi la questura aveva denunciato due minori che rapinavano coetanei al centro commerciale I Petali e alla stazione centrale.
Qualche giorno dopo erano stati arrestati un 19enne e un 25enne accusati di far parte della gang giovanile “Casa Base” che terrorizza la zona vicino ai Chiostri di San Pietro: in un caso avevano fatto finire all’ospedale un passante.
Infine partendo dalla denuncia di una donna cinese risalente a fine maggio era stata scoperta una banda di cinque minorenni che si erano “specializzati” in rapine particolarmente violente sempre ai danni di centri massaggi gestiti da donne cinesi: in un mese avevano messo a segno quattro colpi, uno a Reggio e tre a Modena.

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