Covid e caro bollette: «Per la sanità pubblica più soldi o sarà crisi»
L’allarme dell’assessore regionale Donini: «Se non avremo aiuti dal governo saremo in difficoltà»
Reggio Emilia «L’articolo 72 della Costituzione dice che ogni cittadino ha diritto alle cure migliori e affinché questo sia esigibile c’è ancora tanto da fare. Noi ce la stiamo mettendo tutta per difendere la sanità pubblica e universalistica – che non significa non avere rapporti con le strutture private – ma per fare fronte alle spese dell’emergenza Covid non ancora coperte e a quelle derivanti dalla crisi energetica abbiamo bisogno di maggiori risorse. Speriamo che l’attuale governo e che quello che verrà accolgano questo appello o saremo davvero in difficoltà».
Queste le parole che Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità, da Reggio Emilia ha indirizzato al governo in carica ma soprattutto a chi sarà chiamato a guidare il Paese dopo il 25 settembre.
L’occasione è stata l’iniziativa regionale di prevenzione cardiovascolare “Tieni in forma il tuo cuore” che nell’arco di due mesi toccherà 12 città dell’Emilia-Romagna e ieri ha fatto tappa in piazza della Vittoria, dove ha trovato “casa” temporanea la clinica mobile con a bordo personale della squadra cardiologica del Santa Maria nuova.
Nel mese del cuore, Donini ha ricordato che in Regione le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte.
«Sono stati 16mila i decessi in Emilia-Romagna nel 2021 – ha riportato Donini – questo significa che in un anno per malattie cardiovascolari muoiono quasi le stesse persone che, dall’inizio della pandemia, sono decedute a causa del Covid. Noi non solo siamo adeguati sul piano dell’intervento d’urgenza e della parte cardiochirurgica ma siamo all’avanguardia anche a livello di prevenzione. E questo “villaggio”, costruito grazie all’Ausl di Reggio Emilia e alle associazioni di cittadinanza attiva, ne è una prova: consente al cittadino di avere uno screening che produce una carta del suo rischio cardiovascolare. Delle oltre 6mila persone che abbiamo valutato l’anno scorso in Regione, qualche decina è stata presa in carico dal sistema sanitario e questo significa che abbiamo agito prima che problemi di questo tipo potessero incidere sulla loro salute».
L’Emilia–Romagna è stata una delle prime regioni in Italia a dotarsi, a inizio anni Duemila, di una rete per l’assistenza all’infarto che ha favorito una drastica riduzione della mortalità cardiaca.
Venendo ai giorni nostri, per il quadriennio 2021-2024 l’assessore regionale Sanità ha sottolineato che «in Emilia-Romagna, in materia di prevenzione, è stato approvato un piano tra i più innovativi e ambiziosi del Paese, oggi di riferimento per altre Regioni». Tuttavia per Donini «se questa resta la prima causa di morte c’è ancora qualche margine di miglioramento in termini di informazione rivolta ai cittadini su come tenere corretti e sani stili di vita sull’alimentazione, sull’attività sportiva e sulla necessità, ogni tanto, di sottoporsi a una valutazione molto poco invasiva come quella che stiamo proponendo oggi in questa piazza».
«Il futuro – ha concluso – è coinvolgere le persone, renderle sempre più protagoniste della propria condizione di salute, che è da concepire non solo come il ricorso alle cure quando è necessario ma come il prendersi cura di se stesse attraverso pratiche quotidiane innanzitutto di corretta alimentazione e di sport.
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