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Minore accoltella un coetaneo: preso. «Abbiamo paura»

Ambra Prati
Minore accoltella un coetaneo: preso. «Abbiamo paura»

Denunciato per lesioni personali aggravate. I residenti della zona: «Siamo esasperati»

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Reggio Emilia È stato identificato e denunciato, per il reato di lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma, il minorenne che giovedì sera ha accoltellato un coetaneo al culmine di un diverbio. Il giovanissimo, un italiano problematico già seguito dai Servizi sociali, girava con un coltello da cucina di 18 centimetri addosso: lama che il minore, dopo aver ammesso le sue responsabilità, ha consegnato ai poliziotti. Non si tratta di una “nuova” baby gang, ma di due o tre ragazzi residenti nelle case popolari all’angolo tra via della Canalina e via Compagnoni. «Abbiamo paura», dicono ora gli abitanti del quartiere.


Il fatto di sangue è accaduto giovedì scorso alle 22, quando l’attenzione di un passante è stata attirata da un ragazzino che, sanguinante in strada e premendosi la spalla, gridava: «Aiuto! Aiuto!». Subito è stata allertata la polizia di Stato. Una Volante, seguita a ruota da ambulanza e automedica, è arrivata sul luogo indicato: al parco “Acacia rossa”, situato tra via Compagnoni e via della Canalina, raggiungibile girando a destra all’altezza del negozio di fiori in angolo subito dopo il forno (di fronte c’è la fermata dell’autobus).


La pattuglia della Squadra Volante arrivata sul posto si è trovata davanti un ragazzino con una vistosa ferita da taglio alla spalla destra. Mentre il ferito veniva trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova (dove in seguito è stato medicato e dimesso con una prognosi di quindici giorni), gli agenti hanno ascoltato il racconto di alcuni testimoni, che hanno additato un gruppo di giovanissimi che bazzicano il quartiere e che si sono resi responsabili, in passato, di episodi poco piacevoli.


Secondo una prima ricostruzione, il diverbio tra minorenni – che farebbero parte della stessa compagnia – è scoppiato davanti ai civici 1, 3 e 5 dei palazzoni delle case popolari di via Compagnoni: di fronte (dove diventa già via Colonna) c’è uno spiazzo, un parcheggio e portici con una pizzeria da asporto, accanto un negozio e un bar.


Non è dato sapere quale fosse il motivo del contendere. Due del gruppo sono stati visti discutere animatamente; uno ha lanciato un monopattino in mezzo alla strada, proprio mentre stava sopraggiungendo un’auto che all’ultimo momento ha schivato l’ostacolo. I giovanissimi hanno continuato a spintonarsi e a urlare finché uno – il ferito che aveva realizzato di essere in pericolo – è scappato di corsa in direzione del vicino parco Acacia Rosa, dove un terzo ragazzo lo ha raggiunto e accoltellato, lasciandolo a terra.


Partendo dai racconti dei testimoni, che hanno descritto i baby contendenti, e grazie alla conoscenza dei minori a rischio del quartiere monitorati da tempo, subito dopo l’accaduto i poliziotti sono riusciti a risalire all’identità del responsabile e si sono presentati a casa del sospettato, dove quest’ultimo si era rifugiato. Messo di fronte agli elementi di prova raccolti, l’adolescente dopo una iniziale reticenza è crollato: ha ammesso le sue responsabilità, indicando anche il luogo in cui aveva nascosto il coltello utilizzato. Si tratta di un coltello da cucina con una lama lunga diciotto centimetri, che evidentemente il minore portava con sé e che non ha esitato a usare; l’arma bianca è stata sequestrata. Il giorno seguente, venerdì, i poliziotti hanno eseguito un altro sopralluogo sul posto, mentre negli uffici di via Dante veniva formalizzata la denuncia dopo aver informato la Procura del Tribunale dei Minorenni di Bologna.


In via Compagnoni, dove venerdì sera si è svolta all’interno del parco Acacia Rosa la tradizionale festa dell’Auser (organizzata da Auser, Acer, Circolo Arci Fenulli e Comune di Reggio Emilia) ieri non si parlava d’altro. «Siamo preoccupati – ha esordito Sandro Morandi, presidente dell’Auser che ha sede nell’area verde – Però non esageriamo. Si tratta di due o tre ragazzi difficili che si sono macchiati di diversi episodi: sempre gli stessi. Qualcuno dovrebbe prendersi carico, sul piano sociale, di questi quindicenni-sedicenni allo sbando. La nostra festa è riuscita, c’erano persone di ogni nazionalità. Siamo impegnati nel doposcuola. Questo è un quartiere popolare e i problemi di integrazione esistono, anche se dopo la ristrutturazione dei condomini la situazione è migliorata: anche l’arredo urbano ha la sua importanza. Insomma cerchiamo di fare la nostra parte. Certi soggetti, che sono una minoranza, dovrebbero essere aiutati a uscire dalla logica della “banda”».


«Abbiamo già segnalato l’accaduto ad Acer e all’assessore alla Partecipazione Lanfranco De Franco, che ha partecipato alla festa – aggiunge un’altra volontaria Auser che preferisce l’anonimato – Le persone non fanno altro che ripetere “non se ne può più”: ma se dietro a questi ragazzi non ci sono i genitori noi siamo impotenti, così come la polizia che interviene quando c’è un reato ma per la legge non può far molto perché sono minorenni».


«Ultimamente abbiano notato episodi di spaccio del parco: non so se la droga sia collegata all’accoltellamento, certo che non è un bello spettacolo», ha commentato un residente.


«Ormai le baby gang imperversano in tutti i quartieri: non parlate male della Canalina, è così ovunque – sostiene una pensionata – I giovani sono fuori controllo, a Reggio come nelle città vicine. Qui c’è da aver paura, tant’è che quando ho sentito le sirene quella sera non me la sono sentita di scendere. Sotto il mio palazzo li vedo sulla panchina già alle 7 del mattino».
«Io ho visto dei gruppi di ragazzini alle 4 del mattino, in strada, a petto nudo: indossavano solo dei pantaloncini corti neri – rincara un residente seduto accanto alla pensionata – La domanda che sorge spontanea è: dove sono i genitori? Possibile che possano andare in giro a quell’ora e fare quello che vogliono?».

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