Quando Elisabetta II d’Inghilterra premiò la reggiana Paola Menada
Il riconoscimento conferito nel 1961 per l’impegno nella Croce Rossa
Reggio Emilia C’è una reggiana illustre che non solo ha incontrato la regina Elisabetta, ma ha ricevuto da lei il prestigiosissimo riconoscimento della Victoria Cross. Il ricordo di quell’episodio ci regala l’occasione di parlare di lei, Paola Menada, zia di Maria Carla Terrachini, morta all’età di 99 nel 2002 (il 22 ottobre ricorrono i vent’anni). Era il 1935 quando si iscrisse al corso per conseguire il diploma di infermiera volontaria della Croce Rossa: da allora, per oltre 40 anni, la sua vita è stata dedicata all’opera di volontariato, conservando immutati nel percorso da semplice crocerossina ad ispettrice nazionale delle infermiere volontarie, lo spirito di sacrificio e l’entusiasmo che l’avevano animata sin da quando, svolgendo il tirocinio, si era avvicinata per la prima volta agli ammalati nelle corsie dell’ospedale cittadino.
Era la figlia di Giuseppe Menada che, eletto presidente della locale Camera di commercio e poi dell’Unione industriali, fu il principale promotore di imprese destinate a grande sviluppo come le Officine Meccaniche Reggiane e il Calzificio reggiano.
Paola, impegnata durante le due guerre in diverse parti d’Europa, nel corso degli anni prestati al volontariato nella Croce rossa, ricevette onorificenze di grande prestigio come la Victoria Cross ricevuta dalla regina Elisabetta nel 1961, in occasione della sua visita in Italia. Tale onorificenza fu introdotta il 29 gennaio 1856 dalla Regina Vittoria per ricompensare le azioni valorose durante la Guerra di Crimea. Da allora la medaglia è stata conferita 1.356 volte a 1.353 persone. Questa decorazione ha la precedenza su ogni altro ordine, decorazione e medaglia e può essere assegnata a una persona di qualsiasi grado militare in qualsiasi servizio e ai civili sotto comando militare.
Tra le altre onorificenze ottenute, nel 1949 ricevette la medaglia intitolata a Florence Nightingale, massimo riconoscimento per le crocerossine, unico nel biennio ’48-49 ad essere concesso in Italia.
Seguirono la Croce al merito della Croce rossa olandese nel 1958 per il soccorso prestato durante l’alluvione e l’ospitalità offerta ai bambini olandesi nel nostro Paese. Nel 1966 fu la volta di un importante riconoscimento internazionale, al di fuori dell’ambiente della Croce rossa: il premio Isabella d’Este, conferito a 12 donne che si fossero distinte in vari settori di attività, scelte in ambito mondiale fra 30.000 candidate. L’operato di Paola Menada assume una connotazione di straordinaria attualità: sotto la sua guida sempre maggiore divenne il coinvolgimento delle crocerossine in attività proprie della protezione civile in occasione di eventi catastrofici e di pari passo con l’evoluzione della tecnologia, si adoperò per promuovere nuove specializzazioni nel Corpo (pronto soccorso in caso di attacco nucleare, corsi di medicina aeronautica per aviosoccorsi sanitari su aerei, elicotteri, anfibi e idrovolanti, creazione di gruppi selezionati per il soccorso in montagna e paracadutismo) per rendere più rapido ed efficiente l’intervento in ogni tipo di calamità.
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