Pronti a tornare in classe ma mancano 200 supplenti
Cgil e Cisl chiedono di superare il precariato
Reggio Emilia Superare il precariato, con il problema delle supplenze che rimane uno dei principali problemi del mondo della scuola. Questa la richiesta avanzata a Reggio Emilia da Cgil e Cisl, a pochi giorni dall’inizio della scuola. E una manciata di giorni in cui partirà la quarta chiamata per coprire i posti dei circa 200 supplenti mancanti, su un totale di 1.900.
Se, da un lato, il provveditore Paolo Bernardi rassicura sul fatto che quasi tutte le scuole partiranno con quasi tutti i docenti (vedi pezzo a fianco), i sindacati lanciano l’allarme su un tema irrisolto da anni.
«Siamo lieti che la scuola ritorni in presenza e speriamo che rimanga così – puntualizza Monica Leonardi, Cisl scuola –. Tra le questioni aperte per i docenti, ci sono senza dubbio il precariato e le immissioni in ruolo, insieme alle modalità di assunzione».
«Sul fronte assunzioni – prosegue Leonardi – quest’anno sono state fatte 145 nomine da sostegno utilizzando anche le Gps (graduatorie per le supplenze), perché gli insegnanti di sostegno possano intraprendere il percorso per entrare in ruolo. Lo strumento del concorso non risponde più alle esigenze del contenimento del precariato. Quanto si deve capire è che la stabilizzazione dei precari garantirebbe una migliore continuità della scuola e una maggiore qualità. Inoltre, dopo tanti anni di precariato, si avrebbe la rassicurazione che tanti anni di esperienza non venisse gettata. Chiediamo, quindi, accanto ai concorsi ordinari, delle procedure diverse che riconoscano la professionalità dei docenti. Non possono essere ritenuti idonei solo per le supplenze. Al 31 agosto le supplenze sul sostegno sono 255. Si tratta di posti vacanti, che potevano essere assegnati a chi è stato immesso in ruolo. Abbiamo, poi, 90 immissioni in ruolo, di cui 27 da primaria, 5 da materna, 44 alle medie e 14 alle superiori. Questi arrivano dai concorsi e dalle gare con graduatorie a esaurimento. Mentre sulla primaria siamo riusciti a immettere in ruolo quasi tutti, alle superiori i concorsi non sono finiti».
«La scuola reggiana riparte con la bellezza di 1904 supplenze – aggiunge la sindacalista –. Il lavoro fatto dall’Ufficio Scolastico Provinciale è stato splendido, ma abbiamo un problema con il Ministero che non riesce a trovare forme alternative».
Un altro problema del mondo scolastico è rappresentato dal contratto: «Per i docenti e il personale Ata non è ancora stato rinnovato – conferma Leonardi –. L’emergenza è sulle retribuzioni base, tanto che stiamo chiedendo di spostare i 270 milioni dalla valorizzazione allo stipendio base di docenti e Ata. L’obiettivo è quello di un aumento di 85/100 euro medi al mese. Mentre i docenti dei paesi europei possono aumentare il loro stipendio e arrivare al massimo anche dopo 15 anni, i docenti italiani raggiungono la punta più alta dello stipendio dopo 35 anni di lavoro, per non parlare dei collaboratori scolastici che hanno compensi a volte anche di mille euro».
Silvano Saccani, segretario di Cgil scuola, rimarca il «problema delle supplenze è uno dei grossi nodi che ha la scuola su cui ci si deve confrontare, ma si deve anche risolvere. Non ci sono gli strumenti legislativi, invece. Se non ci sarà immissione in ruolo del personale avremo sempre queste situazioni di ricambio di personale, dove non c’è quella continuità didattica che è un pezzo importante. La scuola reggiana ha anche il problema, come tutte le altre, del rinnovo del contratto. Si tratta di un aspetto fondamentale, dal momento che il nostro contratto è scaduto da quattro anni. Con la situazione che stiamo vivendo oggi la mancanza di un contratto si fa molto sentire, sul fronte retributivo: è importante che sia riconosciuto il lavoro svolto e in questo momento è così dal punto di vista salariale. Un altro problema – conclude Saccani – è la mancanza di personale Ata, sia di collaboratori scolastici, ma anche a livello di personale all’interno delle segreterie che sono gravate da diverse attività e che non riescono a compiere fino in fondo e bene. Esiste, inoltre, un problema di formazione».
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