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«Ragazzi, siete voi la “Storia”»

Bruno Di Palma*
«Ragazzi, siete voi la “Storia”»

La lettera di Bruno Di Palma, vicedirettore Ufficio Scolastico Regionale

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Carissime tutte e tutti,
ebbene sì... Finalmente si ricomincia in condizioni di “normalità”.
Torneremo a scuola senza la mascherina e con la vicinanza fisica e “sociale” che noi tutti abbiamo auspicato in questi lunghi mesi di dura pandemia.
Le parole del brano musicale che trovate a fianco, del Gruppo “Perturbazione”, rendono l’idea, con riferimento al Covid, dello stato d’animo di ciascuno di noi, in attesa che suoni la fatidica campanella del primo giorno di scuola.


Quando noi adulti parliamo con voi studenti, soprattutto con gli adolescenti, ci rendiamo conto di come spesso vi sentiate “ingabbiati” in facili schemi, in semplificazioni, di chi pensa di conoscervi, di sapere cosa pensate, ma soprattutto cosa provate, per cosa vi sentite afflitti e per cosa gioite.


E voi vi ritrovate nella frase di Pirandello: “Mi si fissò invece il pensiero ch’io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m’ero figurato d'essere”. Ci restituite, talvolta con rabbia e veemenza, la voglia di distinguervi e di non riconoscervi nelle etichettature sociologiche, nei tanti report di questi anni sui giovani in pandemia, negli studi di chi vuole analizzarvi come un fenomeno omogeneo.


Vediamo nei vostri occhi la sfida, la sfrontatezza della vostra età, ma anche la passione, oltre che la voglia di riscatto e di risollevarvi, come un’Araba Fenice che sempre rinasce.
Credo sia dovere di tutti noi che lavoriamo per i bambini e per i ragazzi e “nella scuola”, considerare quanto avete sofferto in questi tre anni difficili di “mask fishing”, talvolta nascosti, limitati dalla pandemia, impediti nell’elemento umano più immediato e naturale, ossia il contatto fisico e relazionale. In quest’estate che volge al termine, in cui la situazione globale è complessa sotto vari fronti, in cui a qualche passo dall’Italia continua la guerra e in cui il virus pare dare qualche cenno di tregua... di fronte a drammi e dubbi, ancora di più sentite il bisogno di affermarvi e ricercate, da noi, dalla scuola, dagli adulti, una guida, un orizzonte di senso, un esempio.


Vi auguro, davvero di cuore, un anno scolastico denso di soddisfazioni, ma anche di relazioni, di esperienze nella scuola e con la scuola, di imparare qualcosa che vi appassioni e vi aiuti a crescere nel cammino, per chi è più piccolo nei primi passi nella scuola, per chi è un po’ più grande nelle scelte di orientamento e nella fatica che l’apprendere ha in sé.
Un caro augurio di buon anno scolastico va ai dirigenti ed al personale dell’amministrazione, ai dirigenti scolastici, ai docenti e al personale Ata, con un ringraziamento per il faticoso, e al tempo stesso magnifico, lavoro svolto in questi anni difficili. Sono certo che voi tutti saprete continuare a instillare, con impegno etico, nei nostri studenti, dai più piccoli ai più grandi, l’educazione ai valori fondamentali.


In particolare, voi docenti saprete sicuramente, come avete sempre fatto - anche tra le difficoltà - ascoltare e coinvolgere emotivamente ogni singolo allievo e far sì che gli alunni vi guardino come dei “fari”, punti di riferimento certi e stabili, nonché come “capitani” in grado di guidarli ed affiancarli durante il percorso che li attende.
Il mio augurio va alle famiglie degli studenti, affinché ognuna possa dare il suo decisivo contributo, affiancando i docenti e tutti coloro che lavorano nella scuola, nel rendere unico e di valore il percorso scolastico che attende i nostri figli, che sarà determinante per la loro crescita e formazione.
Concludo con un auspicio rivolto agli studenti, riprendendo una nota canzone, passata in questi mesi nelle radio e sui vostri device. Non siete sopravvissuti alla fine della storia, ma siete voi “la Storia”.


A voi che siete “giovani” dedichiamo autostrade (senza file…) che vi riportino a scuola. Voi che con le vostre teste belle, con le vostre mani artefici, con il vostro cuore, la storia la farete e riscriverete, non più da supereroi, come vi avevo detto a giugno, ma finalmente, si auspica, nella normalità… come ci ha detto Thor 3 quest’estate: “Devo capire chi sono veramente. Voglio scegliere la mia strada, vivere l’attimo. La vita da supereroe è finita”. Buon anno scolastico!


* vicedirettore Ufficio Scolastico Regionale

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