Gazzetta di Reggio

Reggio

La cerimonia

Trenta nuovi reggiani giurano fedeltà all’Italia

Nicolò Valli
Trenta nuovi reggiani giurano fedeltà all’Italia

Nella Sala del Tricolore il conferimento della cittadinanza. Festa per ventun maschi e nove femmine in città da anni

4 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia L’inno di Mameli e l’inno alla Gioia risuonano in una Sala del Tricolore vestita a festa, per dare l’accoglienza migliore a trenta nuovi reggiani proprio lì, dove nacque nel 1797 il Primo Tricolore. Magari, a forza di averle sentite in radio e televisione in tutti questi anni nel Bel Paese, qualcuno avrà memorizzato anche le note e le parole, ma adesso lo potranno cantare con maggior orgoglio, perché diventerà anche il loro inno.


Nella mattinata di ieri il Comune di Reggio ha conferito, su concessione della Presidenza della Repubblica, la cittadinanza italiana a 21 uomini e 9 donne straniere, arrivati alla conclusione di un lungo percorso burocratico non privo di difficoltà.


Provenienti dai Paesi dell’Est europeo (Moldova, Ucraina, Albania, Kosovo, Georgia, Romania), dall’Africa (Egitto, Liberia, Ghana, Tunisia, Marocco) e dall’Asia (India e Sri Lanka), gli ormai ex stranieri che da oggi avranno la doppia cittadinanza non diventano solo italiani ma rimpolpano a tutti gli effetti la popolazione dell’Unione europea.


Alcuni di loro hanno più di 60 anni, qualcuno ne ha compiuti da poco 20: c’è chi parla benissimo la lingua italiana e chi invece ha più difficoltà a esporsi nel pronunciare, davanti alla consigliera comunale Palmina Perri, le parole di rito: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”.
Un rituale appunto, ripetuto per ben trenta volte e seguito da un applauso collettivo. La consigliera ha ricordato l’importanza di questo momento, ribadendo il senso di responsabilità che essere cittadini comporta, con diritti ma soprattutto doveri.


In municipio c’erano anche bambini e parenti stretti dei nuovi italiani; la norma a cui si fa riferimento per ottenere lo status è ancora quella del 1992, che prevede che debbano trascorrere dieci anni di residenza prima di poter procedere con la domanda, allegando una serie di documenti. Negli ultimi anni, però, riforme del Governo hanno portato da 2 a 4 il periodo di conclusione dei procedimenti per la concessione dei documenti, e la pandemia ha ulteriormente rallentato il tutto.


È la storia, per esempio, di Nuila e Klodian, nel nostro Paese rispettivamente dal 2002 e dal 2003. La loro richiesta è stata presentata nel 2017 e solo adesso possono festeggiare: non solo per sé, ma anche per i due figli piccoli nati a Reggio Emilia e che ora possono a tutti gli effetti mettersi la mano sul cuore durante le partite della nostra Nazionale.


La loro volontà di sentirsi parte a tutti gli effetti di una comunità dove già sono inseriti ha prevalso su tutto, e non è l’unica; tra i banconi del Comune erano seduti anche un ragazzo con il proprio padre, e di fronte un altro coetaneo che invece è diventato padre da poco. Vite diverse, accenti differenti, ma uniti dalla giornata di ieri sotto un’unica bandiera: quella tricolore.


Ad ogni nuovo cittadino il Comune ha regalato un kit dove sono inseriti un riassunto della Costituzione con gli articoli fondamentali tradotti in più lingue e una breve storia della bandiera e del ruolo della nostra città nella formazione dell’identità nazionale. Erano inoltre presenti una lista dei monumenti principali di Reggio, oltre agli attestati che certificano la nuova nazionalità.


È chiara la volontà da parte del Comune di provare a inserire queste persone nella quotidianità e nel vissuto di una cittadinanza, tanto è vero che è dal 2016 che da Piazza Prampolini portano avanti un progetto volto alla valorizzazione e sensibilizzazione di questi momenti. Adesso sarà corsa contro il tempo per ottenere la tessera elettorale e potersi presentare in cabina muniti di penna per le politiche del 25 settembre: un passo nel loro piccolo storico, considerato che molti di loro non votavano neanche più per quelle del proprio Paese d’origine. Al termine della cerimonia qualcuno si è fermato in piazza per stappare una bottiglia, mentre qualcun altro è tornato subito al lavoro. A prescindere dalle differenti situazioni professionali, la data del 13 settembre 2022 sarà però difficile da scordare per ognuno di loro: ora sono a tutti gli effetti “fratelli” d’Italia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google